Auto elettriche: la batteria che ferma gli incendi

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Batterie sicure
Batterie sicure

L’azienda cinese SVOLT, specializzata in accumulatori per veicoli a zero emissioni, ha presentato una soluzione progettuale che promette di aumentare drasticamente la sicurezza delle auto elettriche. La nuova architettura, denominata Dragon Armor 3.0, è stata concepita per eliminare il rischio che un eventuale guasto della batteria possa propagarsi all’interno dell’abitacolo.

Nonostante le statistiche dimostrino che le auto elettriche sono molto meno soggette a incendi rispetto a quelle tradizionali, il timore legato alla “fuga termica” rimane diffuso. Questo fenomeno è una reazione a catena quasi impossibile da arrestare, che sprigiona gas tossici e temperature elevatissime in pochi istanti. I dati delle agenzie di sicurezza statunitensi, aggiornati al 2026, mostrano che per ogni 100.000 veicoli venduti, si sono verificati circa 3.475 incendi su auto ibride, 1.530 su auto termiche e solo 25 su auto puramente elettriche.

Il problema principale dei pacchi batteria convenzionali risiede nella loro struttura. I terminali elettrici e le valvole di sfogo dei gas sono posizionati in modo tale che, in caso di guasto di una cella, le fiamme tendono a salire verso l’alto, colpendo il pianale del veicolo in un pericoloso “effetto camino”.

La Dragon Armor 3.0 introduce un concetto rivoluzionario chiamato “Fire-Electricity Separation”. Gli ingegneri hanno riprogettato la disposizione dei componenti, separando fisicamente i percorsi elettrici da quelli di evacuazione termica. In caso di malfunzionamento, i gas e le fiamme vengono espulsi con forza verso il basso, lontano dai passeggeri e dalle parti critiche dell’auto. Questo design ha ridotto del 25% la probabilità di incendio a catena tra le celle.

Questa tecnologia è la prima a integrare un sistema di sicurezza direzionale in una struttura “Cell-to-Chassis”, dove l’accumulatore diventa parte integrante del telaio. Oltre alla sicurezza, l’innovazione ha permesso di ottimizzare lo spazio interno: grazie a celle più compatte (definite “short-blade”) e a una migliore integrazione strutturale, il volume utile del pacco batteria raggiunge il 76%.

Le prestazioni ne hanno tratto grande beneficio. SVOLT ha annunciato due versioni: una da 115 kWh per veicoli 100% elettrici, con un’autonomia dichiarata tra 800 e 1000 km, e una da 86 kWh per i modelli ibridi plug-in (PHEV). La ricarica rapida consentirà di passare dal 10% all’80% di energia in soli 10 minuti su sistemi a 800V.

Un altro elemento chiave è l’uso di elettroliti semi-solidi, che migliorano la stabilità termica. Questa chimica ha innalzato la soglia di surriscaldamento di 8°C, offrendo un margine di tempo superiore del 10% prima di un’eventuale propagazione. La natura intrinsecamente più stabile di questi materiali ha anche diminuito del 25% il rischio di incendio a seguito di collisioni.

Mentre concorrenti come BYD continuano a perfezionare le loro celebri Blade Battery, SVOLT ha scelto di concentrarsi sulla gestione controllata del guasto. L’obiettivo non è garantire che una cella non si guasti mai, ma assicurare che, qualora accadesse, l’evento non abbia conseguenze per gli occupanti del veicolo.

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