Diabete: la nuova terapia riduce i rifiuti sanitari

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Terapia sostenibile
Terapia sostenibile

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato l’immissione in commercio di una nuova insulina basale settimanale. Questo farmaco, destinato a migliorare la qualità della vita di circa 4 milioni di persone con diabete in Italia, rappresenta una svolta sia per la gestione della terapia sia per l’ambiente.

L’Italia è diventata il primo Paese al mondo a rendere questa innovativa terapia rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale, semplificando radicalmente la routine dei pazienti: le somministrazioni annuali passeranno da 365 a sole 52.

Uno dei benefici più significativi di questa terapia è il suo ridotto impatto ambientale. È stato calcolato che l’adozione dell’insulina settimanale porterà a un risparmio di circa 860 tonnellate di anidride carbonica nell’arco di cinque anni.

Questa riduzione delle emissioni deriva principalmente dal minor numero di penne preriempite da produrre, trasportare e smaltire. Una sola iniezione a settimana significa una drastica diminuzione di rifiuti sanitari speciali, come aghi, dispositivi di iniezione e relativi imballaggi.

L’effetto è concreto: meno materiale monouso entra nelle case dei pazienti e meno rifiuti devono essere trattati, con un alleggerimento complessivo della filiera logistica e di smaltimento.

Il vantaggio più evidente per i pazienti è la semplificazione della gestione quotidiana del diabete. Una singola somministrazione settimanale riduce il carico mentale legato alla terapia e favorisce una maggiore aderenza al trattamento, fattore cruciale per un controllo glicemico efficace nel lungo periodo.

Questa nuova modalità si tradurrà in una maggiore libertà personale, facilitando viaggi e spostamenti, e diminuirà il rischio di dimenticare le dosi. Una migliore aderenza terapeutica, a sua volta, potrà contribuire a ridurre il rischio di complicanze legate a scompensi glicemici.

La nuova formulazione è stata progettata per rilasciare il principio attivo in modo graduale e costante per sette giorni, mantenendo stabili i livelli di insulina nel sangue. Il passaggio dalla terapia quotidiana a quella settimanale dovrà essere gestito esclusivamente dal diabetologo, che definirà dosaggio e modalità di somministrazione personalizzate.

Anche per i medici, la gestione dei pazienti diventerà più snella. Con una routine terapeutica più semplice, ci sarà più tempo da dedicare a un lavoro clinico di precisione e alla prevenzione. Inoltre, la minore invasività della terapia potrebbe incoraggiare un avvio più tempestivo del trattamento insulinico quando necessario.

Questa terapia, tuttavia, non è adatta a tutti. La sua prescrizione sarà valutata attentamente dallo specialista e non è indicata, ad esempio, per bambini e adolescenti, donne in gravidanza o allattamento, e in casi di diabete particolarmente instabile o complesso.

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