Toscana: un algoritmo per prevedere le alluvioni

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Prevenzione idraulica
Prevenzione idraulica

La crescente intensità degli eventi meteorologici impone un cambio di passo nella gestione del rischio idraulico. Le piogge concentrate mettono in crisi i sistemi di difesa, rendendo la previsione uno strumento cruciale per la prevenzione.

Su questa base, il Consorzio di Bonifica Toscana Nord e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa hanno presentato a Massa un progetto che usa l’intelligenza artificiale per anticipare le piene dei corsi d’acqua torrentizi. L’iniziativa, discussa a Palazzo Ducale con amministratori e tecnici, punta a tradurre l’innovazione tecnologica in supporto concreto per territori fragili.

I corsi d’acqua minori della Toscana hanno mostrato comportamenti sempre più imprevedibili. Le cosiddette “bombe d’acqua” causano piene rapide, difficili da intercettare con modelli tradizionali. Avere un anticipo di poche ore è decisivo per attivare la protezione civile e limitare i danni.

Il progetto, avviato nel 2022, si fonda su un modello di machine learning. Come spiegato dai ricercatori, l’algoritmo “impara” dai dati, integrando serie storiche di portate e precipitazioni con misurazioni in tempo reale per individuare i segnali precursori di un’esondazione.

L’innovazione si è concretizzata nel portale CleverRiver, una piattaforma che rende le previsioni accessibili e operative. Durante i test, CleverRiver ha anticipato con successo tutti gli eventi critici, dimostrando la sua affidabilità. Dal progetto è nato anche uno spin-off universitario per trasformare la ricerca in un servizio per le amministrazioni.

Il successo del sistema dipende però dalla collaborazione dei Comuni. La condivisione dei dati provenienti dai sistemi di rilevazione locali è fondamentale per affinare il modello e renderlo più accurato su scala ridotta, intercettando criticità specifiche.

L’intelligenza artificiale non sostituisce quindi il presidio umano, ma lo potenzia con strumenti di analisi più avanzati. L’iniziativa rappresenta un cambio di paradigma: non più reagire all’emergenza, ma agire in modo preventivo. È un esempio di come la sinergia tra ricerca scientifica ed enti locali possa costruire una gestione delle acque più moderna, coordinata e resiliente di fronte alle sfide del cambiamento climatico.

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