Nucleare in Italia: i dubbi degli specialisti

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Scelta nucleare
Scelta nucleare

Il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) è stato audito dalle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati. L’audizione si è svolta nell’ambito dell’esame dei disegni di legge per reintrodurre il nucleare in Italia, definito “sostenibile” dalla proposta governativa.

Durante l’incontro, il Coordinamento ha espresso forti dubbi sulla solidità delle basi economiche, tecnologiche e strategiche del nuovo programma atomico.

Secondo FREE, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) giustifica l’opzione nucleare basandosi su una presunta maggiore economicità, stimata in un risparmio di 17 miliardi di euro entro il 2050 rispetto a uno scenario 100% rinnovabile. Tuttavia, l’associazione ha evidenziato come questa convenienza non sia al momento supportata da dati oggettivi e verificabili.

La valutazione del PNIEC si fonda principalmente sullo sviluppo dei mini reattori modulari (Small Modular Reactors), una tecnologia che a oggi non esiste ancora su scala industriale. Di conseguenza, i costi reali di investimento, esercizio, gestione del combustibile e smantellamento degli impianti non sono valutabili con attendibilità.

A conferma di ciò, FREE ha ricordato che neppure i gruppi di lavoro della Piattaforma Nazionale per il Nucleare Sostenibile hanno prodotto stime di costo in grado di validare le ipotesi del PNIEC.

Un’altra criticità fondamentale riguarda la sicurezza energetica nazionale. Il Coordinamento ha citato un recente studio del Politecnico di Milano, dal quale emerge che l’industria italiana possiede le competenze per contribuire alla costruzione di una centrale, ma non ha la capacità di produrre autonomamente il combustibile nucleare.

Questo dettaglio creerebbe una dipendenza strutturale dall’estero per l’approvvigionamento, entrando in palese contrasto con l’obiettivo della legge di rafforzare l’indipendenza energetica del Paese.

Infine, è stata analizzata l’incoerenza strategica. Il nucleare è una tecnologia di “baseload”, progettata per fornire una grande quantità di energia costante e non modulabile. Questa caratteristica la rende adatta a sostituire centrali a carbone in Paesi come Cina e India, ma poco funzionale per il sistema elettrico italiano ed europeo.

La rete elettrica europea, infatti, ha già raggiunto livelli elevati di produzione da fonti rinnovabili, che sono per natura intermittenti. In questo contesto, non serve aumentare la produzione di base, ma sviluppare sistemi flessibili in grado di bilanciare la rete, come i cicli combinati a gas (alimentabili con biogas e idrogeno verde), i sistemi di accumulo energetico e la gestione intelligente della domanda.

In conclusione, il Coordinamento FREE ha ribadito la necessità che le scelte strategiche in campo energetico siano fondate su analisi trasparenti, dati solidi e valutazioni industriali realistiche. Secondo l’associazione, è un errore basare decisioni di lungo periodo su ipotesi tecnologiche ed economiche non ancora dimostrate, trascurando aspetti cruciali per la sicurezza nazionale.

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