Reti fantasma: parte il recupero nelle isole Egadi

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Mare pulito
Mare pulito

È stato avviato un importante progetto di bonifica dei fondali nell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, in Sicilia. L’intervento, frutto della collaborazione tra l’ente gestore dell’AMP e le cooperative di pescatori locali, ha come obiettivo la rimozione delle cosiddette “reti fantasma”. Si tratta di attrezzi da pesca, come reti a strascico o palangari, che sono stati abbandonati o persi accidentalmente in mare.

Questi strumenti continuano a pescare in modo incontrollato per decenni, intrappolando e uccidendo innumerevoli creature marine. Delfini, tartarughe marine della specie Caretta caretta e persino esemplari della rarissima foca monaca possono rimanere impigliati in queste trappole mortali. Le reti, inoltre, danneggiano gravemente habitat sensibili come le praterie di Posidonia oceanica e i fondali coralligeni, compromettendo la stabilità dell’intero ecosistema.

Le operazioni di recupero sono complesse e richiedono un’attenta pianificazione. Una prima fase ha previsto la mappatura delle aree più critiche, grazie alle segnalazioni fornite dagli stessi pescatori, che conoscono a menadito i fondali dell’arcipelago. Successivamente, squadre di sommozzatori specializzati si immergeranno per individuare, imbragare e riportare in superficie le reti.

L’impiego di tecnologie avanzate, come robot subacquei filoguidati (ROV), permetterà di operare anche a profondità elevate e in condizioni di scarsa visibilità, garantendo la massima sicurezza per gli operatori. Il materiale plastico recuperato non verrà semplicemente smaltito. In linea con i principi dell’economia circolare, sarà avviato a un processo di riciclo per essere trasformato in nuovo filato, utilizzabile per produrre oggetti di design o capi di abbigliamento.

“Questo intervento non è solo un’azione di pulizia, ma un investimento per il futuro del nostro mare e delle comunità che da esso dipendono”, ha dichiarato il direttore dell’Area Marina Protetta. “La sinergia con i pescatori è fondamentale: loro sono le prime sentinelle dell’ambiente marino e la loro esperienza è un patrimonio inestimabile per la tutela della biodiversità”.

Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di iniziative europee volte a contrastare il problema dei rifiuti marini. L’obiettivo a lungo termine è quello di ridurre l’abbandono di attrezzi da pesca attraverso campagne di sensibilizzazione e l’implementazione di sistemi di tracciabilità, affinché il mare possa tornare a essere un luogo sicuro per la vita che ospita.

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