Namibia: la gelosia tra fratelli esiste nei babbuini

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Gelosia animale
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Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B ha dimostrato l’esistenza di una forte rivalità tra consanguinei nei babbuini neri, un comportamento molto simile a quello che si manifesta tra fratelli e sorelle umani.

La ricerca è stata condotta da un team dell’università di Turku, in Finlandia, che nel 2021 ha trascorso un anno a osservare le dinamiche familiari di questi primati. Il gruppo di studio era composto da 16 famiglie di babbuini che vivono nello Tsaobis Nature Park, in Namibia, per un totale di 49 esemplari giovani monitorati costantemente per analizzarne le interazioni.

Nel corso dell’anno, gli scienziati hanno registrato centinaia di episodi, ma l’attenzione si è concentrata sulle palesi manifestazioni di gelosia dei piccoli nei confronti dei propri fratelli. Questi comportamenti si sono verificati con frequenza quotidiana, scatenandosi tipicamente quando una madre dedicava attenzioni, come il grooming (la pulizia del pelo), a uno dei figli in particolare.

Le reazioni del cucciolo escluso erano varie e intense. Alcuni esemplari manifestavano il loro disappunto con veri e propri capricci, altri tentavano di inserirsi fisicamente tra la madre e il fratello. I più aggressivi arrivavano a mordere o a tirare il pelo, a volte colpendo anche la madre stessa nel tentativo di interrompere l’interazione.

Un episodio ha mostrato una notevole astuzia: una giovane femmina ha attirato la sorella, che stava ricevendo le coccole materne, con la promessa di un gioco. Dopo pochi istanti di finta interazione ludica, l’ha abbandonata per usurparne il posto e conquistare le attenzioni della madre.

Lo studio sottolinea la straordinaria somiglianza di queste dinamiche con i comportamenti dei bambini. I piccoli di babbuino, ad esempio, hanno mostrato una maggiore tendenza a “disturbare” la madre quando questa si occupava di un fratello, rispetto a quando era impegnata in altre attività solitarie. È stato inoltre osservato che, con l’avanzare dell’età, l’intensità di queste manifestazioni di gelosia diminuisce progressivamente.

Tuttavia, l’analisi dei dati ha portato a una conclusione netta: queste strategie di disturbo si sono rivelate quasi sempre inefficaci. Su centinaia di osservazioni, le madri hanno interrotto il grooming solo nel 20% dei casi in seguito a un’interferenza. Di queste interruzioni, meno del 10% (ovvero il 2% del totale) si è concluso con il cucciolo geloso che otteneva l’attenzione desiderata. Nella stragrande maggioranza dei casi, la madre ha semplicemente ignorato le proteste e ha ripreso a occuparsi del figlio prescelto.

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