Carnevale: l’olio fritto inquina le acque lombarde

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Olio esausto
Olio esausto

Il periodo di Carnevale ha portato con sé il profumo dei dolci fritti, come castagnole e chiacchiere. Un recente rapporto dell’Osservatorio Ambientale Lombardo ha però acceso i riflettori su una conseguenza nascosta di questa tradizione: l’impennata dello smaltimento illegale di olio di cottura, una minaccia per le risorse idriche della regione.

L’impatto di versare l’olio usato nel lavandino è stato definito devastante. Raggiunti i corsi d’acqua, crea una pellicola impermeabile che impedisce l’ossigenazione, soffocando flora e fauna. Secondo i dati, un chilogrammo di questo rifiuto può rendere non potabile un milione di litri d’acqua. Il danno si estende anche alle infrastrutture, con occlusioni nelle tubature e un sovraccarico per i depuratori, che si traduce in un aumento dei costi per la collettività.

La Lombardia, nonostante una buona rete di isole ecologiche, ha registrato anomalie nei sistemi di depurazione durante le festività. ‘Abbiamo osservato picchi di inquinanti lipidici che mettono a dura prova gli impianti’, ha spiegato la dottoressa Elena Valli, coordinatrice della ricerca. ‘Questo indica che la consapevolezza sul corretto smaltimento non è ancora sufficientemente diffusa. Molti ignorano i danni o le alternative allo scarico domestico’.

La procedura corretta è semplice. Bisogna attendere che l’olio si raffreddi, versarlo in una bottiglia di plastica e conferirlo ai centri di raccolta comunali o negli appositi contenitori nei supermercati. Questo gesto non solo protegge l’ambiente, ma trasforma un rifiuto in risorsa: l’olio raccolto verrà rigenerato per produrre biodiesel, lubrificanti o saponi.

L’appello è dunque di vivere le tradizioni con responsabilità. Sarà possibile godere dei sapori del Carnevale anche in futuro solo con pratiche sostenibili. Cotture alternative, come il forno, riducono il problema alla fonte. Per chi non rinuncia alla frittura, il corretto smaltimento diventerà un atto di civiltà per la tutela del nostro patrimonio idrico.

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