Violenza tra adolescenti: 1 su 3 è controllato

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Relazioni tossiche
Relazioni tossiche

Save the Children ha pubblicato il rapporto “Stavo solo scherzando”, che ha messo in luce la diffusione di atteggiamenti aggressivi e forme di controllo nelle relazioni tra adolescenti in Italia, spesso normalizzati dai diretti interessati.

I dati sono allarmanti: un adolescente su quattro ha dichiarato di aver subito violenza fisica, come schiaffi e pugni. Quasi uno su tre (33%) ha subito il controllo della propria posizione tramite geolocalizzazione imposta dal partner, mentre il 28% ha visto condivise immagini intime senza consenso.

Queste dinamiche, che includono anche ricatti e costrizioni a compiere atti sessuali (29%), rientrano spesso in un contesto di violenza di genere, dove le ragazze risultano le più colpite. Molte hanno denunciato di sentirsi in pericolo per strada e di evitare i mezzi pubblici da sole.

I dati Istat hanno confermato il quadro: il 37,6% delle ragazze tra 16 e 24 anni ha subito almeno una violenza fisica o sessuale negli ultimi cinque anni, 10 punti in più rispetto al 2014. Per proteggersi, le giovani limitano la propria libertà, evitando di uscire la sera o comunicando ogni spostamento.

Il report ha evidenziato come un contesto familiare violento aumenti la probabilità di subire o riprodurre tali comportamenti. Per questo, l’organizzazione ha chiesto di introdurre percorsi strutturati di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole, quali spazi neutri e professionali.

Nonostante la gravità del fenomeno, si registra una crescente consapevolezza. Il 73% dei giovani ritiene inaccettabile la condivisione di password e posizione, e l’85% ha affermato che cercherebbe aiuto se subisse un sopruso. Questo segnale positivo, tuttavia, si scontra con un dato preoccupante.

Solo l’11% dei ragazzi, infatti, conosce il numero antiviolenza e stalking 1522. Come ha sottolineato Raffaella Milano, direttrice di ricerca di Save the Children, i progressi nella consapevolezza sono ancora troppo lenti. L’appello finale è a un impegno congiunto di scuola, famiglie e istituzioni per promuovere relazioni sane, basate su rispetto e consenso.

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