Francia: piano energetico tra nucleare e rinnovabili

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Strategia energetica
Strategia energetica

Il Governo francese ha presentato il suo terzo Programma pluriennale per l’energia (PPE3), delineando le priorità nazionali per i prossimi anni: raggiungere la sovranità energetica, la neutralità carbonica e garantire prezzi competitivi. La rotta tracciata prevede un drastico aumento della produzione di elettricità decarbonizzata, che passerà dai 458 TWh del 2023 a circa 650-693 TWh nel 2035.

La strategia si basa su un duplice approccio: il rilancio del nucleare e una forte accelerazione delle fonti pulite. Sebbene il nucleare sia centrale nel lungo periodo, le energie verdi sono state identificate come la leva di crescita più rapida. Il ministro Roland Lescure ha sottolineato come la costruzione di un reattore richieda dai 10 ai 15 anni, mentre per un parco eolico offshore ne servono da 5 a 10 e per un impianto fotovoltaico da 1 a 3. “Non possiamo aspettare 15 anni per essere indipendenti”, ha dichiarato.

Sul fronte atomico, il piano ha previsto la costruzione di sei nuovi reattori di tipo EPR2, per un totale di 9,6 GW supplementari, con il primo che entrerà in servizio nel 2038. A questi si aggiunge un’opzione per altri otto reattori e il consolidamento dell’attuale flotta di 57 centrali esistenti.

Per quanto riguarda le rinnovabili, gli obiettivi sono ambiziosi. Per il fotovoltaico, si punta a raggiungere una potenza installata compresa tra 55 e 80 GW entro il 2035, partendo dai quasi 30 GW previsti per il 2025. Per l’eolico, la strategia si differenzia: in mare si mira a 15 GW di capacità entro il 2035, mentre a terra non verranno costruiti nuovi parchi, ma si procederà con il ripotenziamento di quelli esistenti per arrivare a 35-40 GW. Previsti anche investimenti nell’idroelettrico (+2,8 GW), nel biometano, nei biocarburanti e nell’idrogeno (fino a 8 GW).

Tuttavia, gli obiettivi finali per le energie verdi sono stati ridimensionati rispetto alle bozze iniziali del decreto. Molti analisti collegano questa scelta alla volontà di proteggere EDF, la società statale che gestisce le centrali nucleari. L’azienda si trova in una situazione finanziaria complessa, con un forte indebitamento e la necessità di investire circa 460 miliardi di euro entro il 2040. Il timore è che un’eccessiva concorrenza da parte di eolico e fotovoltaico, più economici, possa metterne a rischio la stabilità.

La risposta degli ambientalisti non si è fatta attendere. Greenpeace Francia ha definito il programma “in ritardo di almeno un decennio nella sua visione”, criticando la debole ambizione climatica. Nicolas Nace, responsabile della campagna per la transizione energetica, ha accusato il governo di non aver fatto nulla di concreto negli ultimi anni per ridurre le bollette dei cittadini e la loro dipendenza dai combustibili fossili.

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