Per molto tempo, il gadget aziendale è stato uno strumento di marketing primario. Penne, portachiavi e shopper venivano distribuiti in massa durante fiere ed eventi per aumentare la notorietà di un marchio. Tuttavia, questa pratica ha mostrato un lato oscuro: un enorme spreco di risorse e un significativo impatto ambientale.
Analisi di settore hanno evidenziato come gran parte di questi articoli promozionali, spesso realizzati con plastiche a basso costo, abbia un ciclo di vita brevissimo, finendo quasi subito tra i rifiuti. Dati dell’UNEP hanno confermato che la produzione e lo smaltimento di un singolo oggetto monouso, come una penna di plastica, possono generare fino a 60 grammi di CO₂. Sostituire mille penne tradizionali con modelli in cartone riciclato, ad esempio, eviterebbe l’emissione di oltre 30 kg di anidride carbonica.
In un contesto di crescente sensibilità ecologica, questo modello è diventato insostenibile. Le aziende hanno compreso che le loro scelte promozionali sono strettamente legate alla percezione pubblica. Un omaggio percepito come dannoso per il pianeta rischia di compromettere la reputazione del brand, generando un effetto contrario a quello sperato.
Di conseguenza, il settore del merchandising ha avviato una profonda trasformazione. La sostenibilità non è più un’opzione, ma un criterio fondamentale nella selezione dei prodotti, in linea con i principi dell’economia circolare. Ripensare il processo significa interrogarsi sull’utilità reale di un articolo e sulla sua capacità di durare nel tempo, andando oltre la semplice sostituzione dei materiali.
Un oggetto promozionale sostenibile deve prima di tutto essere funzionale. Se entra a far parte della quotidianità di chi lo riceve, il suo impatto ambientale si diluisce, trasformandolo in un investimento coerente con i valori di responsabilità aziendale. L’innovazione si è quindi concentrata su materiali alternativi e processi produttivi più virtuosi.
Esempi concreti di questa evoluzione includono le borracce in acciaio inox, che combattono l’uso di bottiglie monouso, o i taccuini realizzati con carta certificata FSC, proveniente da foreste gestite responsabilmente. Anche nel tessile si sono affermate soluzioni come le borse in cotone riciclato o in tessuto R-PET, derivato dal recupero di bottiglie, garantite da certificazioni come il Global Recycled Standard (GRS).
La coerenza tra i valori dichiarati e le azioni concrete è diventata cruciale. Un’impresa che promuove il proprio impegno ambientale non può distribuire articoli effimeri e inquinanti. La scelta di regali aziendali ecologici rafforza il messaggio e costruisce un rapporto di fiducia con il pubblico. Le certificazioni internazionali sono uno strumento di trasparenza che dimostra in modo verificabile l’origine dei componenti.
Secondo gli specialisti di GiftCampaign.it, punto di riferimento europeo nel settore, il futuro sarà dominato dalla durabilità. “Le aziende stanno comprendendo che la sostenibilità è un vantaggio competitivo. Investire in prodotti di qualità superiore, realizzati con materiali riciclati, consente di rafforzare il legame con un pubblico sempre più informato ed esigente”. La sfida è quindi innovare per creare una comunicazione efficace e responsabile.



















