L’Unione europea rischia di compiere gravi passi indietro nella protezione dell’ambiente. Con il pretesto di “semplificazione” e “competitività”, alcuni governi e potenti lobby industriali stanno spingendo per smantellare normative ambientali cruciali. Questa offensiva ha preso di mira il Regolamento europeo contro la deforestazione importata (EUDR), una legge pensata per impedire che nei supermercati europei arrivino prodotti la cui coltivazione ha causato la distruzione di foreste.
Approvato nel 2023 dopo anni di mobilitazione civile e studi scientifici, l’EUDR stabilisce un principio chiaro. Le aziende che intendono vendere nel mercato unico prodotti come soia, carne bovina, cacao, caffè, olio di palma, legno e gomma devono dimostrare che non provengono da terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020. Per farlo, le imprese sono tenute a fornire dati di geolocalizzazione dei terreni di produzione, rendendo le filiere finalmente trasparenti e tracciabili.
Tuttavia, l’attuazione del regolamento ha già subito due rinvii. La sua entrata in vigore, inizialmente prevista per la fine del 2024, è stata posticipata a causa delle pressioni esercitate da gruppi di interesse e da imprese che hanno chiesto più tempo per adeguarsi. Successivamente, Parlamento e Consiglio dell’Ue hanno approvato un ulteriore rinvio di dodici mesi. La normativa dovrebbe quindi diventare operativa il 30 dicembre 2026 per le grandi imprese e il 30 giugno 2027 per quelle piccole e medie.
Nonostante queste concessioni, i grandi trader internazionali di materie prime, sostenuti da attori politici come il governo statunitense, stanno ora tentando di indebolire la legge. Un momento cruciale si avvicina: entro il 30 aprile 2026, la Commissione europea dovrà presentare una revisione dell’EUDR. Questa revisione, inserita nel quadro di una presunta “semplificazione”, potrebbe aprire la porta a nuove scappatoie, vanificando gli obiettivi della norma.
La posta in gioco è altissima. I consumi europei continuano ad avere un impatto diretto e significativo sulla distruzione delle foreste del mondo, causando la perdita di circa un albero al secondo. Se applicato in modo corretto e integrale, l’EUDR potrebbe proteggere fino a 8 milioni di ettari di foreste nei prossimi dieci anni. Questi numeri mostrano l’urgenza di spezzare il legame tra ciò che consumiamo in Europa e la devastazione degli ecosistemi globali.
La spinta alla deregolamentazione nasconde una scelta politica precisa: favorire chi trae profitto dalla distruzione della natura anziché chi la difende. Eppure, il sostegno dei cittadini europei alla legge è forte e chiaro, con oltre 1,2 milioni di persone che hanno firmato una petizione per fermare l’ingresso in Europa di prodotti legati alla deforestazione. L’Unione europea si trova a un bivio: cedere alle pressioni o difendere una legge fondamentale per il futuro del pianeta e della democrazia.


















