NAPOLI – In un modo o nell’altro Napoli è sempre sopra le righe, qualsiasi sia il contesto. Anche la Guerri Napoli Tennis Cup non si sottrae da quel conflitto tra il bene ed il male, tra il bello di partite intense ed il brutto del fenomeno degli scommettitori che agitano troppo le tribune, non guardando al colpo atletico bensì dando priorità solo alle giocate ‘virtuali’ sui siti di betting. Ma, del resto, sono proprio quelle urla da stadio calcistico a rendere ancor più rilevante la kermesse sul Lungomare, perché difficilmente capita di vedere ATP Challengers 125 così infuocati. È la follia partenopea che si materializza sugli spalti e che, paradossalmente, conquista gli atleti.
Come nel caso del serbo Hamad Medjedovic che viene letteralmente trascinato dal pubblico nella sfida degli ottavi di finale contro il greco Stefanos Sakellaridis. Nel terzo set, il ventiduenne numero 115 al mondo recupera due break di svantaggio e si qualifica ai quarti per 6-4, 3-6, 7-5 in una partita condizionata dal forte freddo, dalle folate di vento e dalle interruzioni per pioggia. Dopo ogni punto finale, il serbo festeggia con i tifosi e, dopo la vittoria sofferta, ne evidenzia il calore: “A Napoli sono pazzi come me. Anche io sono pazzo in un certo senso, ragion per cui abbiamo una buona connessione. Mi diverto molto qui ed è un onore giocare di fronte a loro. Napoli è una grande città. Amo Napoli. L’Italia è uno dei miei Paesi preferiti per la cultura e il cibo. Le persone sono molto simili ai miei connazionali”. Sulla prestazione, egli ammette: “Sono felice di essere stato paziente e solido fino alla fine. Ho vinto al terzo in entrambe le partite: la prima 7-6 e la seconda 7-5. Non è stato facile, ma sono felice di aver iniziato così la stagione sulla terra battuta. Sono contento di aver vinto oggi (ieri ndr), perché ero vicino dal tornarmene a casa”.
La sua è un’altra delle storie del torneo, poiché sin da piccolo è un pupillo della leggenda del tennis Novak Djokovic che lo ha aiutato economicamente e gli ha permesso di diventare un tennista: “Nole ha supportato la mia carriera finanziariamente quando ero più giovane. Mi ha aiutato tanto. Ci sono tante lezioni che mi ha insegnato. Puoi imparare da lui anche solo guardando il modo in cui svolge il suo lavoro. È così professionale e disciplinato. A 38 anni è ancora ai vertici del tennis. La migliore cosa che puoi prendere da lui è provare a copiare quello che fa. È il miglior esempio per tutti i giovani tennisti. Sono sempre in contatto con lui. Posso chiamarlo un fratello maggiore. Quando ho bisogno di lui, c’è sempre per me. Segue la carriera di ogni tennista serbo, è felice per noi e ci supporta tanto”.
Così come Medjedovic, hanno rischiato grosso anche due tra i principali favoriti della Napoli Tennis Cup. La testa di serie numero 1 (55 al mondo live ranking) Daniel Altmaier soffre più del dovuto per avere la meglio del virgulto italiano Andrea Guerrieri che, nel terzo set, ha buttato all’aria due break. Il 27enne di Correggio dà del filo da torcere e spaventa il tedesco che vince per 6-4, 4-6, 6-3. In rimonta, invece, l’affermazione di Alexandre Müller (testa di serie numero 3) su un indomabile Carlo Alberto Caniato: ad un passo dal baratro, il francese si riscatta e vince per 4-6, 7-6, 6-4, dopo aver concesso 17 palle break. Ribaltone anche per Enrico Della Valle che, partito dalle qualificazioni, vola ai quarti grazie al successo nel derby con Lorenzo Giustino per 4-6, 6-4, 6-1.
Oggi al Tennis Club Napoli di viale Anton Dohrn sono in programma i quarti di finale: Cinà-Sachko, Altmaier-Della Valle, Medjedovic-Müller ed il derby Bondioli-Ribecai. Si entra nel vivo, tempo permettendo.


















