Gatti domestici: da guardiani a parassiti sociali

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Parassitismo sociale
Parassitismo sociale

L’antico patto tra esseri umani e gatti si è trasformato. Quella che era un’alleanza basata su un reciproco vantaggio, oggi ha assunto contorni differenti, tanto che l’ecologo Rob Dunn ha avanzato l’ipotesi che i felini siano diventati una sorta di “parassiti sociali”.

I numeri che descrivono la popolazione felina globale sono impressionanti. Solo negli Stati Uniti vivono circa 70 milioni di gatti domestici, con un peso complessivo superiore a quello di tutti gli elefanti africani sommati. In Italia, si stima che la loro popolazione si avvicini ai 12 milioni di esemplari.

L’impatto in termini di consumo di risorse è altrettanto notevole. Sempre negli USA, la quantità di calorie fornite annualmente a questi animali sotto forma di cibo dedicato, spesso a base di ingredienti pregiati come il tonno, equivale al fabbisogno energetico dell’intera città di New York. Questo dato solleva un interrogativo sulla natura attuale della nostra relazione con loro, al di là del legame emotivo.

In origine, il rapporto era funzionale. Con la nascita delle prime società agricole stanziali, gli esseri umani hanno iniziato ad accumulare scorte di cereali, attirando roditori. I primi gatti si sono avvicinati a questi insediamenti, offrendo un servizio di derattizzazione in cambio di cibo e riparo; erano, a tutti gli effetti, i guardiani dei granai.

Questo ruolo ha iniziato a mutare già 3.500 anni fa, nell’antico Egitto. Le testimonianze artistiche e archeologiche mostrano come i gatti abbiano progressivamente smesso di essere solo animali utili per diventare creature sacre e, in seguito, veri e propri animali da compagnia, spesso associati alle classi più abbienti e potenti.

Secondo la teoria di Dunn, condivisa da altri studiosi della domesticazione, questo cambiamento è legato alla crescita dei centri urbani. Finché gli insediamenti erano piccoli e le scorte di cibo limitate, l’azione di pochi cacciatori risultava efficace.

Con l’espansione delle città e la creazione di enormi depositi di grano, la loro funzione di controllo è diventata marginale. Sarebbero servite migliaia di felini per proteggere i granai di una metropoli antica, rendendo il loro contributo insufficiente. È così che il loro ruolo si è spostato da quello di “lavoratore” a quello di compagno, nutrito e accudito in cambio di affetto e compagnia.

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