Genova: bracconieri uccidono un lupo a Propata

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Bracconaggio lupo
Bracconaggio lupo

Un grave episodio di bracconaggio ha scosso l’entroterra genovese. Un lupo maschio adulto è stato ritrovato nei boschi di Propata, in alta Val Trebbia, mentre si trascinava con le zampe posteriori gravemente danneggiate. L’intervento del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’Enpa di Genova, assieme alla vigilanza regionale, è stato immediato.

I soccorritori hanno raggiunto l’esemplare, ormai sfinito e collassato a terra, e hanno proceduto con il recupero. Gli esami radiologici successivi hanno rivelato un quadro drammatico: fratture multiple a tibie e peroni e una grande quantità di pallini di piombo concentrati negli arti posteriori. Le ferite indicavano che l’animale era stato colpito mentre fuggiva.

Le zampe erano in uno stato avanzato di necrosi, con infezioni gravissime. I veterinari hanno stimato che il lupo si trascinasse in quelle condizioni da diversi giorni, senza cibo e con una continua perdita di sangue. Nonostante un complesso intervento chirurgico d’urgenza per stabilizzare le fratture, l’esemplare, stremato, non ha superato l’anestesia.

I volontari dell’Enpa di Genova hanno espresso profonda amarezza, sottolineando come l’unica consolazione sia stata quella di aver evitato all’animale una morte ancora più lenta e atroce. “Dinanzi a questi gesti criminali, quasi sempre impuniti, è difficile non provare rabbia. Ma noi continueremo a lottare per il rispetto degli animali selvatici”, ha commentato il CRAS.

Secondo l’associazione, questo non è un caso isolato, ma si inserisce in un clima di crescente ostilità. Mentre il Governo e alcune lobby spingono per un declassamento dello status di protezione del lupo, diverse Regioni si sono dette pronte a varare piani di abbattimento, spesso in contrasto con i pareri scientifici, resi non vincolanti dalla normativa attuale.

Lupi investiti, avvelenati o uccisi a fucilate sono vittime di una campagna d’odio alimentata da allarmismi ingiustificati. Il proposto Disegno di Legge Montagna arriverebbe a fissare una quota massima di 160 esemplari abbattibili in Italia, escludendo dal conteggio le vittime di bracconaggio o incidenti. Secondo il progetto Dead Wolf Tracker, solo nell’ultimo anno sono state rinvenute 271 carcasse, un dato che non include gli animali mai ritrovati.

La comunità scientifica ribadisce invece il ruolo ecologico fondamentale del lupo, che si alimenta principalmente di cinghiali e contribuisce a regolarne la popolazione. È stato inoltre dimostrato che gli abbattimenti non riducono le predazioni sul bestiame; al contrario, la dispersione dei branchi che ne consegue tende ad aumentarle.

Esistono numerose esperienze positive che dimostrano come la convivenza tra allevamenti e grandi predatori sia possibile attraverso efficaci strumenti di prevenzione. Per questo l’Enpa definisce la strada intrapresa dal Governo come “profondamente sbagliata” e “antiscientifica”, chiedendo che ogni decisione venga presa su basi scientifiche e che i responsabili di questi crimini vengano perseguiti.

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