Guida autonoma: un chip per vedere nella nebbia

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Visione totale
Visione totale

Un gruppo di ricercatori dell’università cinese Xidian ha sviluppato una tecnologia destinata a rivoluzionare la sicurezza delle auto a guida autonoma e le fotocamere degli smartphone. Si tratta di un innovativo sensore a infrarossi a onde corte (SWIR) reso per la prima volta estremamente economico.

Questa tecnologia, finora riservata a impieghi militari a causa dei costi proibitivi, sarà presto disponibile per la produzione di massa, aprendo la strada a un’adozione su larga scala.

L’innovazione combina la luce infrarossa a onde corte, capace di attraversare ostacoli come nebbia e fumo, con un sensore ultra-sensibile (noto come SPAD) in grado di catturare un singolo fotone. Il risultato è una visione perfetta anche nel buio più assoluto.

La vera svolta risiede nell’abbandono di materiali rari e costosi come l’Arseniuro di Gallio e Indio. Il team cinese ha utilizzato una lega di silicio-germanio, comune e facile da lavorare. Questa scelta abbatte i costi di produzione a circa l’1% di quelli attuali e permette l’integrazione nei normali processi di fabbricazione dei semiconduttori.

Il principale campo di applicazione sarà quello delle auto a guida autonoma, il cui limite maggiore sono le condizioni meteo avverse. Le telecamere attuali, come l’occhio umano, sono inutili in caso di nebbia fitta, costringendo i sistemi di assistenza a disattivarsi.

Anche i sistemi LiDAR, che usano un laser per mappare l’ambiente, vengono confusi dalle particelle d’acqua. I nuovi sensori, invece, penetrano la foschia senza problemi. Questo permetterà a un veicolo del futuro di individuare un ostacolo a centinaia di metri, anche con visibilità zero per l’uomo, compiendo un enorme passo avanti per la sicurezza stradale.

Le implicazioni per gli smartphone sono altrettanto significative. Sarà possibile scattare foto nitide nel buio totale, superando di gran lunga le attuali modalità notte basate su software. I sensori potranno anche vedere attraverso alcuni materiali, come certe plastiche o tessuti.

Infine, i sistemi di riconoscimento facciale diventeranno infallibili. Il sensore a infrarossi legge la firma luminosa della pelle e dei vasi sanguigni, distinguendo un volto reale da qualsiasi maschera o fotografia.

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