Auto elettriche: il recupero in Europa è strategico

70
Miniera urbana
Miniera urbana

Uno studio di Wastetide, “The Automotive Material Transition”, ha rivelato che le auto elettriche a fine vita possiedono un valore economico superiore a quello delle loro controparti a combustione. I materiali recuperabili da un veicolo a batteria demolito sono stati stimati in un valore medio di 1.257 euro, circa il 18% in più rispetto ai 1.068 euro di un’auto tradizionale.

La maggiore valutazione deriva principalmente da una più alta concentrazione di metalli. Un’auto elettrica contiene quantità significative di alluminio e rame, che da soli costituiscono l’87% del valore recuperabile totale. Questi materiali sono inoltre facilmente reintegrabili nei cicli produttivi industriali.

Nel dettaglio, il dossier ha indicato che un modello a batteria può contenere fino a 250 kg di alluminio e 60 kg di rame, a fronte dei 140 kg e 23 kg di un veicolo convenzionale. Il recupero dell’alluminio, in particolare, porta enormi benefici ambientali, dato che la sua produzione primaria è un processo altamente inquinante.

Un’altra componente cruciale è il pacco batterie, che racchiude elementi come litio, nichel e cobalto. Questi materiali sono diventati asset strategici a livello economico e geopolitico. Sviluppare una solida filiera di riciclo in Europa potrebbe ridurre in modo significativo la dipendenza del continente dalle importazioni di queste risorse critiche.

Tuttavia, lo studio avverte che il potenziale valore di 1.257 euro dipende dal design dei veicoli. I costruttori dovranno adottare un approccio di “progettazione per lo smontaggio” (Design for Disassembly). Se le batterie sono incollate strutturalmente al telaio, gli elevati costi di manodopera per estrarle potrebbero annullare il margine economico del riciclo, rendendo il processo inefficiente.

Il report ha evidenziato anche l’impatto positivo sulle emissioni di Scope 3, quelle indirette generate dalla catena del valore di un’azienda. Un produttore di auto con un volume annuo di un milione di veicoli potrebbe abbattere la propria impronta di carbonio di 90-120 chilotonnellate di CO2, semplicemente implementando il riciclo dell’alluminio a ciclo chiuso. Questo processo richiede il 95% di energia in meno.

In un continente che vanta un parco circolante di 249 milioni di veicoli, questa “miniera urbana” diventa un asset strategico senza precedenti. Wastetide ha stimato, ad esempio, che il recupero del rame dai veicoli a fine vita potrebbe soddisfare tra il 5% e il 7% del fabbisogno europeo, allentando la pressione su una risorsa chiave per l’elettrificazione.

Questo modello circolare assicura che i materiali non escano mai dal sistema. Una volta che un’auto ha concluso il suo ciclo stradale, i suoi metalli torneranno in fonderia per diventare parte di un nuovo veicolo elettrico. La transizione trasformerà anche il settore della rottamazione, evolvendo i centri di demolizione in veri e propri impianti di recupero ad alta tecnologia.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome