Un recente studio pubblicato sulla rivista Science ha rivelato una capacità inaspettata nei bombi: questi insetti sono in grado di apprendere e riconoscere ritmi astratti, un’abilità cognitiva che si pensava fosse limitata a specie con cervelli molto più grandi e complessi, come l’uomo.
La scoperta mette in discussione l’idea che l’intelligenza sia direttamente proporzionale alle dimensioni cerebrali. I ricercatori della Southern Medical University hanno dimostrato come anche un cervello “grosso come un seme di sesamo” possa elaborare concetti complessi come una sequenza ritmica.
Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno condotto un esperimento addestrando i bombi, noti per essere insetti molto motivati dal cibo e quindi facili da istruire. In una prima fase, hanno utilizzato una serie di luci lampeggianti, ognuna con un ritmo diverso. Solo una di queste sequenze luminose conduceva a una ricompensa zuccherina, mentre le altre portavano a contenitori vuoti.
Una volta che gli insetti hanno imparato ad associare il ritmo corretto alla presenza di cibo, il team li ha messi alla prova in un secondo scenario. Hanno presentato ai bombi dei fiori artificiali decorati con le stesse luci lampeggianti, ma questa volta senza alcuna ricompensa nettarina. Nonostante l’assenza di cibo, i bombi hanno scelto sistematicamente di posarsi sui fiori che emettevano la sequenza ritmica precedentemente appresa, ignorando le altre.
Il passaggio cruciale dell’esperimento ha testato la loro capacità di astrazione. I ricercatori hanno costruito un piccolo labirinto in cui, a ogni bivio, la scelta del percorso corretto era indicata non più da luci, ma da vibrazioni del pavimento che riproducevano gli stessi ritmi. Sorprendentemente, i bombi hanno superato anche questa prova, dimostrando di aver interiorizzato il ritmo come un concetto astratto, indipendente dalla fonte sensoriale (visiva o tattile).
Questa capacità di generalizzare un’informazione da un contesto sensoriale a un altro era stata finora identificata con certezza solo nella nostra specie. La scoperta non solo amplia la nostra comprensione dell’intelligenza animale, ma apre anche a future applicazioni tecnologiche.
Secondo gli autori dello studio, questa comprensione del processamento ritmico negli insetti potrebbe ispirare la creazione di microsensori biologici. Tali dispositivi potrebbero essere impiegati in campo medico, ad esempio per diagnosticare con precisione irregolarità cardiache o per identificare i segnali precursori di un attacco epilettico, traducendo in realtà un’intuizione proveniente dal mondo naturale.


















