SAVONA – Un carico di giocattoli destinato a portare sorrisi nascondeva in realtà un fiume di droga pronto a inondare le piazze di spaccio del Nord Italia. Un’operazione chirurgica, condotta dai Carabinieri della Compagnia Milano Duomo in stretta collaborazione con i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Savona, ha permesso di stroncare sul nascere un imponente traffico di sostanze stupefacenti, culminato con il sequestro di circa 170 chilogrammi di hashish e l’arresto in flagranza di reato di un insospettabile autotrasportatore.
L’epilogo di questa complessa attività investigativa si è consumato nella mattinata di oggi, 2 maggio, sul Lungomare Giacomo Matteotti di Savona, ma le sue radici affondano in un’indagine ad ampio raggio avviata dai militari milanesi. Da tempo, infatti, era finito sotto la lente degli investigatori un autoarticolato con targa croata, sospettato di essere un vettore chiave per le rotte internazionali della droga. Il monitoraggio si è fatto serrato negli ultimi giorni, seguendo passo dopo passo un viaggio studiato nei minimi dettagli per eludere i controlli. La motrice del tir, guidata da un uomo di 57 anni di nazionalità croata, ha attraversato l’Europa via terra, mentre il rimorchio, dopo essere stato caricato in Spagna, ha viaggiato separatamente via mare, sbarcando nelle prime ore di oggi presso il porto di Savona.
Una volta che motrice e rimorchio si sono ricongiunti nel capoluogo ligure, il piano dei trafficanti sembrava procedere senza intoppi. Ma non avevano fatto i conti con la tenacia dei Carabinieri, che hanno seguito a distanza l’autoarticolato fino al lungomare. Lì è scattato il blitz. Fermato il mezzo pesante, i militari hanno proceduto a un primo, meticoloso controllo. Il rimorchio è stato svuotato dei numerosi pallet che contenevano la merce di copertura: scatole di giocattoli, un carico apparentemente innocuo destinato alla vendita.
Tuttavia, l’occhio esperto degli uomini dell’Arma ha subito notato delle lievi ma significative anomalie sulla superficie del pianale del rimorchio. Dettagli quasi impercettibili, come saldature troppo recenti e pannelli non perfettamente allineati, che hanno fatto scattare il campanello d’allarme. A quel punto, i Carabinieri hanno proceduto alla rimozione forzata di alcuni pannelli del pianale, svelando l’ingegnoso nascondiglio: un doppio fondo, ricavato con perizia artigianale per tutta la lunghezza del cassone. All’interno, stipati e ordinati, sono stati rinvenuti decine e decine di panetti di hashish, tutti meticolosamente termo sigillati per impedirne la fuoriuscita dell’odore e proteggerli dall’umidità. Il peso complessivo della sostanza stupefacente si è attestato intorno ai 170 chilogrammi, un carico che, una volta immesso sul mercato al dettaglio, avrebbe potuto fruttare diverse centinaia di migliaia di euro.
Per l’autotrasportatore croato, un 57enne fino a quel momento rimasto impassibile, non c’è stato più nulla da fare. Di fronte all’evidenza schiacciante, è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Al termine degli accertamenti di rito, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Genova Marassi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. L’intero autoarticolato, considerato lo strumento per la commissione del reato, e l’ingente quantitativo di droga sono stati posti sotto sequestro. Le indagini ora proseguono per ricostruire l’intera filiera criminale, identificando i fornitori in Spagna e i destinatari finali del carico in Italia.

















