Follia dopo l’incidente: pretende soldi e spara contro due giovani, arrestato 30enne a Brindisi

125
Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

BRINDISI – Una spirale di violenza inaudita, innescata da un banale incidente stradale e culminata in una sparatoria in pieno giorno. È il quadro agghiacciante che ha portato, nelle scorse ore, all’arresto di un uomo di 30 anni da parte dei Carabinieri della Compagnia di Brindisi. Le accuse a suo carico sono pesantissime: tentata estorsione aggravata, porto e detenzione illegale di arma comune da sparo e tentate lesioni personali. L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale del capoluogo messapico.

La vicenda, che ha i contorni di un film d’azione ma è tragicamente reale, ha avuto inizio lo scorso 6 aprile. Lungo una delle strade della città, il motociclo condotto dal 30enne si scontra con un’automobile a bordo della quale viaggiano due giovani. Un sinistro di lieve entità, senza feriti né danni significativi. Ma ciò che doveva risolversi con una stretta di mano o, al massimo, con la compilazione di un modulo, si è trasformato in un incubo. L’uomo, infatti, circolava con la patente di guida revocata, un dettaglio che ha scatenato la sua furia. Temendo le conseguenze di un controllo, ha immediatamente manifestato un’aggressività spropositata, pretendendo dalle vittime un risarcimento immediato in contanti o, in alternativa, la firma di una Constatazione Amichevole d’Incidente (C.A.I.) riportante generalità false, un espediente per eludere la sua posizione irregolare.

Di fronte alla perplessità dei due giovani, si è convenuto per un incontro il giorno successivo, nel tentativo di trovare un accordo bonario. L’appuntamento, fissato nei pressi di una chiesa, è diventato però il teatro dell’escalation definitiva. Le pretese estorsive del 30enne si sono fatte più pressanti e minacciose. Al netto e comprensibile rifiuto dei due malcapitati di sottostare a un ricatto sempre più esplicito, l’aggressore ha perso ogni controllo. Dopo aver proferito gravi minacce di morte, si è allontanato a bordo del suo motociclo solo per tornare pochi istanti dopo, armato di una pistola.

Con una freddezza criminale, ha affiancato l’auto delle vittime, ferme nel traffico, e ha esploso due colpi di pistola ad altezza d’uomo. Un proiettile ha perforato lo sportello lato conducente, conficcandosi nella lamiera a pochi centimetri dal corpo del giovane al volante. Il secondo colpo ha invece raggiunto la targa anteriore del veicolo. Non pago, ha poi tentato di sbarrare la strada all’auto per impedire la fuga, ma i due ragazzi, sotto shock, sono riusciti a divincolarsi e a dare l’allarme.

Da quel momento è scattata una rapida e meticolosa attività investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotta con perizia dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile (N.O.R.) della locale Compagnia dei Carabinieri. Gli inquirenti hanno ricostruito la dinamica dei fatti pezzo per pezzo, raccogliendo un quadro probatorio schiacciante. Fondamentale è stata l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona, i cui filmati hanno immortalato il passaggio dei veicoli e confermato la corrispondenza del casco e del mezzo usato dall’attentatore. I rilievi tecnici sull’automobile hanno poi confermato la traiettoria dei proiettili, con il rinvenimento di un’ogiva ancora incastrata nella portiera. Infine, i riscontri testimoniali e l’individuazione fotografica da parte delle vittime non hanno lasciato dubbi sull’identità dell’autore del folle gesto, chiudendo il cerchio attorno al 30enne e aprendo per lui le porte del carcere.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome