Jannik Sinner è atterrato a Roma. Il tennista numero due al mondo è arrivato nel primo pomeriggio all’aeroporto di Ciampino con un volo privato, accompagnato dal suo team. L’obiettivo è chiaro: affrontare da protagonista gli Internazionali BNL d’Italia, uno dei tornei più prestigiosi del circuito.
La sua partecipazione al torneo del Foro Italico si inserisce in un percorso ambizioso. A lungo termine, Sinner punta a completare la collezione dei nove Masters 1000, un’impresa nota come “Golden Masters” riuscita finora soltanto a Novak Djokovic. Nemmeno leggende come Roger Federer, a cui mancano Montecarlo e Roma, e Rafael Nadal, che non ha mai trionfato a Miami e Parigi-Bercy, sono riuscite a completare l’impresa.
Dopo essersi ritirato dal torneo di Madrid a causa di un problema all’anca, Sinner ha programmato alcuni giorni di riposo per recuperare energie. “Sono felice di tornare a Roma, per me è un posto speciale”, ha dichiarato l’atleta prima della partenza. Ha sottolineato l’importanza del supporto ricevuto dal pubblico romano in passato, definendolo fondamentale a livello emotivo.
Il campione altoatesino si prenderà una pausa per ricaricare le batterie sia fisicamente che mentalmente. “Ora penso solo a riposarmi due o tre giorni. Dietro la vittoria in un torneo c’è un grande dispendio di energie”, ha spiegato. Il suo corpo sta bene, ma la priorità è il recupero mentale dopo un inizio di stagione molto intenso.
Testa di serie del tabellone, Sinner inizierà il suo cammino sabato. Affronterà il vincitore dell’incontro di primo turno tra lo statunitense Alex Michelsen e l’austriaco Sebastian Ofner. L’attesa è alta per vedere in campo l’azzurro, che cercherà di riportare il titolo a un tennista italiano a 50 anni esatti dal trionfo di Adriano Panatta nel 1976.
A sostenerlo non ci sarà solo il calore del pubblico del Foro Italico. Come già accaduto a Montecarlo, anche a Roma Sinner sarà raggiunto dalla sua famiglia. L’atleta ha recentemente espresso il desiderio di trascorrere più tempo con i suoi cari, riconoscendo il loro ruolo cruciale nel suo equilibrio personale e professionale. “Io gioco per la mia squadra e per la famiglia. Quando loro sono vicino a me mi sento molto sicuro”, ha confidato. “I miei genitori sono ancora oggi fonte di ispirazione e io voglio essere come loro”.





