La crisi del Milan ha avuto una data d’inizio precisa: il 15 marzo, giorno della sconfitta contro la Lazio. Quella partita ha segnato un punto di svolta negativo per la squadra, che fino a quel momento coltivava ambizioni di vertice. Da lì è iniziato un crollo verticale le cui cause sono molteplici e complesse.
Sebbene le attenzioni si concentrino spesso su proprietà, dirigenza e allenatore, una parte significativa della responsabilità ricade sui giocatori. In campo è emersa una mancanza di personalità e coraggio, con una squadra apparsa incapace di reagire alle difficoltà e di assumersi le proprie responsabilità per l’obiettivo comune.
I numeri confermano il tracollo. Fino alla vigilia della trasferta all’Olimpico, i rossoneri avevano subito solo due sconfitte in ventotto partite di campionato. Nelle dieci gare successive, invece, le sconfitte sono diventate sei, un’inversione di tendenza drastica che ha spento ogni sogno di gloria.
Sul piano tecnico, la squadra ha perso le sue certezze. L’attacco ha smesso di essere incisivo, con le punte che hanno faticato a trovare la via del gol con continuità. A questo si è aggiunto il cedimento della fase difensiva, che per gran parte della stagione era stata il vero punto di forza del gruppo.
Nelle ultime partite, la difesa ha concesso ampi spazi agli avversari, mentre la manovra offensiva si è dissolta. La squadra è sembrata incapace di costruire azioni ragionate, affidandosi quasi esclusivamente a ripartenze estemporanee come unica soluzione per creare pericoli.
A peggiorare la situazione hanno contribuito le indiscrezioni sui dissidi interni. Tensioni che hanno coinvolto figure dirigenziali come l’ex amministratore delegato Furlani e Ibrahimovic, oltre allo stesso allenatore Allegri. Questi scenari, amplificati dai social media, hanno inevitabilmente destabilizzato lo spogliatoio.
Le voci su un possibile futuro di Allegri in Nazionale e le assenze di figure chiave a Milanello hanno ulteriormente alimentato un clima di incertezza. Nemmeno i tentativi della proprietà, con il presidente Cardinale che ha aumentato la frequenza delle sue visite a Milano per compattare l’ambiente, sono riusciti a fermare la spirale negativa. Il risultato di questo mix esplosivo è stato un finale di stagione deludente e un ambiente da ricostruire.







