Tacconi: “Juve, errore cedere Szczesny. Il top è Carnesecchi”

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Cronache sport calcio
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“Il portiere della Juventus non è un mestiere per tutti, servono personalità, carattere e serenità”. Lo ha affermato Stefano Tacconi, storico numero uno bianconero, che in nove stagioni ha vinto ogni trofeo possibile con il club. L’ex portiere ha ricordato le pressioni della sua carriera: “Avevo l’eredità di un monumento come Dino Zoff e dovevo inventarmi qualcosa per superarla. Così ho iniziato a farmi rispettare”.

La Juventus sta valutando un cambio tra i pali, con l’arrivo di Michele Di Gregorio che potrebbe portare alla cessione di Wojciech Szczesny. Tacconi ha espresso un parere netto: “Non avrei ceduto Szczesny, è stato un gravissimo errore. Si tratta di un portiere forte, da Juve”. Secondo l’ex campione, il ruolo del portiere è stato solo uno dei tanti problemi della scorsa stagione, conclusa con la mancata qualificazione in Champions League, un risultato la cui colpa ricade sull’intera squadra.

Riguardo ai possibili sostituti stranieri, Tacconi ha analizzato profili di alto livello. “Alisson è un campione e ha vinto tutto, un dettaglio non da poco per giocare nella Juventus, dove la maglia pesa. Emiliano Martinez è campione del mondo, ha gli attributi e sembra più pazzerello, anche se non quanto me”. Su David De Gea, accostato ad altri club italiani, il suo giudizio è stato tagliente: “Penso che il meglio lo abbia dato al Manchester United. Va benissimo per la Fiorentina, non per la Juventus”.

Tacconi ha però mostrato una chiara preferenza per un profilo italiano. “Sarebbe meglio un italiano, ma i top sono sempre meno. Il mio preferito è Carnesecchi, anche se forse è inarrivabile”. Non ha risparmiato una critica a Gianluigi Donnarumma, attuale portiere della Nazionale: “Gigio è forte, non si discute, però è carente in alcuni fondamentali e a volte commette errori infantili”. Tra gli italiani ha menzionato positivamente anche Guglielmo Vicario.

L’analisi si è poi spostata sulla crisi generale della squadra. Secondo Tacconi, la nuova dirigenza, guidata da Cristiano Giuntoli, e il nuovo tecnico Thiago Motta dovranno affrontare un problema evidente: “È una Juventus senza attributi. Mancano leader e giocatori carismatici che si assumano le responsabilità quando la palla scotta”. Ha aggiunto che, mentre un allenatore può migliorare la tecnica, il carisma è una qualità innata che la società fa bene a cercare sul mercato.

Infine, una riflessione sul futuro europeo. “La retrocessione in Europa League è un fallimento, ma può diventare un’opportunità. La Juventus non alza una Coppa europea da trent’anni, è troppo tempo”. Ha concluso con ottimismo: “In Europa League le chance di arrivare in fondo sono maggiori e, con i giusti rinforzi, la squadra potrà essere competitiva per la vittoria finale”.

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