Alessandro Del Piero è intervenuto al Festival della Serie A di Parma, dove ha parlato del suo legame con la Juventus e di un suo possibile futuro nel club. Accolto con grande calore dal pubblico del Teatro Regio, l’ex capitano ha risposto alle domande su un eventuale ruolo dirigenziale.
“L’affetto e le aspettative nei miei confronti non possono essere un peso”, ha dichiarato Del Piero. Pur non sbilanciandosi, ha sottolineato il suo legame con la proprietà: “Il rapporto con la famiglia è franco, hanno fatto qualcosa di incredibile e la loro presenza è sempre importante”. Ha poi aggiunto di avere “grande rispetto per chi lavora ora alla Juventus”, specificando che non è possibile giudicare dall’esterno e che ognuno deve fare la propria parte.
Riguardo alla situazione attuale della squadra, l’ex numero 10 ha definito il momento “complicato”, affermando che “bisogna voltare pagina”. Interrogato su cosa direbbe ai giocatori, ha risposto con un semplice ma significativo: “Forza Juve”.
Durante l’incontro, intitolato “Legendary player”, Del Piero ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua carriera. Ha ricordato con emozione l’ultima partita con la Juventus, il 13 maggio 2012: “Ricordo una miriade di emozioni, la felicità per lo scudetto vinto che coronava un percorso speciale. Quel giorno è stato tutto naturale, dopo la celebrazione ho deciso di fare un giro di campo spinto dall’immenso amore ricevuto”.
Un altro aneddoto ha riguardato la finale del Mondiale 2006 e la tensione prima di calciare il rigore contro la Francia. “È un momento assurdo, ti prepari ma è tutto mentale. Ho cercato di sdrammatizzare pensando a quante persone mi stessero guardando, cercando di alleggerire la pressione. In quel Mondiale siamo stati perfetti, vincendo contro una nazionale fortissima”.
Del Piero ha anche raccontato del suo rapporto con le maglie dei campioni affrontati. “Non sono un collezionista malato, ma ho scambiato quelle con Maldini, Zidane, Ronaldo e Ronaldinho per suggellare momenti speciali”. Ha menzionato in particolare il legame con Francesco Totti: “Con alcuni si crea una complicità particolare, e Francesco è uno di questi, avendo avuto un percorso simile al mio”.
Infine, una riflessione sul Pallone d’Oro mai vinto: “Non mi manca. Se guardiamo chi non l’ha vinto, sono in ottima compagnia”. Una dichiarazione che conferma la serenità di un campione che ha segnato un’epoca del calcio italiano e bianconero.





