Marcus Pedersen ha trovato la sua consacrazione con la maglia del Torino. La svolta è arrivata l’8 maggio, quando ha deciso con un colpo di testa la partita contro il Sassuolo, siglando il suo primo gol in Serie A e con il club granata dopo sessanta presenze.
Una rete che simboleggia una crescita profonda rispetto al passato. Nel campionato 2023-24, con la maglia del Sassuolo, aveva collezionato 28 gare senza segnare, mentre nel suo primo anno al Torino (2024-25) aveva chiuso con 29 presenze, zero gol e zero assist.
Il suo percorso è stato segnato da una maturazione costante. Arrivato nell’estate 2024 in prestito dal Feyenoord, l’esterno norvegese ha vissuto una prima stagione interlocutoria. Partito spesso titolare nel 3-5-2, il successivo passaggio al 4-2-3-1 lo aveva penalizzato, relegandolo a un ruolo secondario.
Nonostante ciò, il club ha deciso di riscattarlo nell’aprile seguente, una scommessa che Pedersen ha ripagato pienamente. Nella stagione attuale, il suo rendimento è stato opposto: dopo un inizio in cui ha alternato la sua presenza con Lazaro, il ritorno al 3-5-2 lo ha esaltato.
Pedersen si è imposto come titolare indiscusso sulla fascia destra, collezionando ventitré presenze dal primo minuto. La sua arma principale è stata la rapidità: le sue accelerazioni hanno messo in costante difficoltà le difese avversarie, permettendogli di arrivare sul fondo per crossare o di supportare le ripartenze della squadra.
Le sue qualità si sono tradotte in contributi decisivi. Ha propiziato un’autorete contro il Genoa, ha fornito l’assist per il gol di Adams a Pisa e ha servito a Simeone la palla del vantaggio contro l’Hellas Verona. Il gol di testa contro il Sassuolo ha poi completato il suo repertorio offensivo.
Al contributo in attacco si è aggiunto un instancabile lavoro in fase difensiva. Pedersen non si è mai risparmiato nelle coperture, garantendo equilibrio e corsa sulla sua corsia, un compito fondamentale per un esterno a tutta fascia.
Grazie a queste prestazioni di alto livello, ha mantenuto un posto di rilievo nella nazionale norvegese, confermandosi uno degli elementi chiave sia per il suo club che per il suo paese.





