Toto Wolff è tornato su un podio di Formula 1 per ritirare il trofeo del team vincitore, un gesto che non compiva da circa dieci anni. Il team principal Mercedes ha spiegato di non amare questa esposizione per non creare squilibri nel box, ma l’occasione è stata speciale. Lo sguardo orgoglioso rivolto a Kimi Antonelli, per la prima volta sul gradino più alto del podio di Montecarlo, ha trasmesso più di ogni parola.
Questo successo è il culmine di una scommessa. Wolff ha ricordato le sfide affrontate e la fiducia riposta nel progetto Antonelli, anche quando sembrava una follia sostituire Lewis Hamilton con un diciottenne. “Ci sono stati momenti difficili, ma fanno parte del percorso di crescita”, ha affermato il team principal, menzionando le critiche ricevute dopo la Formula 2 sull’esordio prematuro del pilota in Formula 1 e nel team Mercedes.
Nonostante i dubbi esterni, la scuderia ha sempre creduto nel proprio piano. L’obiettivo era concedere a Kimi un anno di sviluppo, accettando la possibilità di errori per favorirne la crescita. “Sapevamo che i risultati sarebbero arrivati ed era importante essere pronti per questa stagione”, ha aggiunto Wolff, sottolineando come l’attuale leadership nel campionato piloti sia la prova della validità di quella scelta.
L’impresa di vincere a Montecarlo a diciannove anni è nata da un weekend perfetto, iniziato con una pole position straordinaria. Wolff ha descritto il giro di qualifica di Antonelli come un capolavoro. “Vedevo Leclerc volare alle Piscine, poi è arrivato Verstappen e lo ha battuto. Sembrava impossibile farcela, ma dal nulla, nelle ultime due curve, Kimi ha fatto la differenza. Il suo onboard è stato incredibile”.
Questa solidità si è confermata anche in gara, gestita senza sbavature. Antonelli ha impressionato soprattutto dopo la ripartenza, mantenendo un ritmo insostenibile per gli avversari. “Siamo rimasti sorpresi dalla sua velocità. I suoi tempi erano due secondi più veloci delle McLaren e un secondo più rapidi delle Ferrari, sembrava un orologio svizzero”. Wolff ha ammesso di non avere una spiegazione per una tale performance su una pista non considerata favorevole.
Ora, però, è il momento della calma. Il manager austriaco ha lanciato un appello ai tifosi italiani e allo stesso pilota. “C’è un bel vantaggio, è vero, ma restiamo con i piedi per terra perché l’anno è ancora lungo”. L’invito è a procedere con umiltà, consapevoli che la strada verso il titolo è ancora piena di ostacoli e che c’è tanto lavoro da fare. Un passo alla volta, gestendo quello che lo stesso Wolff ha definito “un talento generazionale”.





