Alessandro Nesta, durante un evento a New York con le leggende azzurre, ha offerto una lucida analisi sullo stato del calcio italiano e del Milan. L’ex difensore, accolto con calore dalla comunità italiana, ha riflettuto sulle cause della crisi del movimento nazionale. “Avendo vissuto in Nord America, conosco bene l’affetto dei nostri connazionali”, ha commentato.
Secondo Nesta, la Nazionale del 2006 resta un punto di riferimento perché “dopo di noi c’è stato il vuoto”, con una carenza di successi e di figure iconiche. Il problema principale, ha spiegato, risiede nei settori giovanili. “Oggi si crescono polli d’allevamento, tutti uguali e senza creatività”, ha affermato, criticando l’eccesso di tattica impartita fin da giovanissimi a discapito del genio e del dribbling. Ha inoltre lamentato la perdita dell’identità calcistica italiana e la scarsa tutela per i club che investono sui vivai.
Questa situazione ha un impatto diretto sulla Serie A, che ha perso la sua storica attrattiva. “I giocatori forti sono attratti da altri campionati, quando un tempo il sogno era la Serie A”, ha sottolineato Nesta. L’ex campione ha evidenziato il mancato sviluppo di una Lega autonoma dopo l’era dei grandi presidenti, indicando come cruciale il ritardo su stadi e infrastrutture.
Passando al suo Milan, ha identificato la causa dei problemi recenti nella “grande confusione interna al club”, più che nelle responsabilità individuali. Si è detto però fiducioso sulla possibilità di una ripresa. “Non è difficile ristrutturare un club se metti le persone giuste al posto giusto”, ha dichiarato, insistendo sulla necessità di definire ruoli e responsabilità precise.
Per il futuro del club rossonero, la priorità non è il campo, ma l’organigramma. “Tutto deve partire dal direttore sportivo”, ha affermato. Solo un ds capace potrà scegliere l’allenatore giusto e definire una linea chiara. Una volta sistemata la struttura, si potrà pensare a un nuovo bomber. Nesta ritiene la base della squadra già solida e, con una ristrutturazione mirata, ha previsto che “il Milan può arrivare subito secondo” dietro a un’Inter che considera ancora favorita.







