Il Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI ha stabilito di non avere la competenza per decidere sulla presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò alla presidenza della Federcalcio. La pronuncia è arrivata in risposta a un parere formale richiesto dal ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi.
L’intervento del ministro è seguito a un’interrogazione parlamentare focalizzata sull’applicazione delle normative sul cosiddetto “pantouflage” (revolving door) per le cariche apicali nel sistema sportivo. In questo contesto, il ministro Abodi ha presentato una richiesta analoga anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), investendo così due organi distinti della delicata questione in vista dell’assemblea elettiva della FIGC, fissata per il 22 giugno.
Nelle sue motivazioni, il Collegio di Garanzia ha spiegato che una verifica preliminare di questo tipo “parrebbe esorbitare dalla competenza del Collegio”. La ragione principale risiede nel fatto che lo stesso organo potrebbe essere chiamato in futuro a pronunciarsi come ultimo grado di giudizio su eventuali impugnazioni relative all’ammissione o al diniego delle candidature.
L’organo di giustizia sportiva ha ulteriormente chiarito la sua posizione, operando una distinzione fondamentale. Da un lato, ha riconosciuto che i requisiti previsti dall’ordinamento sportivo, come delineati nell’articolo 29 dello Statuto FIGC, non sono in discussione per la procedura elettorale in esame. Dall’altro, ha specificato che la valutazione di altri profili di candidabilità o eleggibilità, che non rientrano strettamente in tali requisiti, esula dalla sua giurisdizione.
Di conseguenza, la responsabilità di esprimersi su questi aspetti è stata interamente demandata all’ANAC, che diventa l’arbitro decisivo della vicenda. La palla passa quindi all’Autorità Anticorruzione, dalla quale si attende un parere che potrebbe determinare il corso delle prossime elezioni federali.
Sul fronte delle tempistiche, sono emerse posizioni divergenti. Il ministro Abodi ha auspicato che la decisione dell’ANAC arrivi prima del 22 giugno, pur sottolineando il suo “assoluto rispetto” per i tempi che l’Autorità riterrà necessari, data la complessità del tema. Il ministro ha evidenziato come l’ANAC sia consapevole dell’imminenza dell’appuntamento elettorale.
Di parere diverso si è mostrato Luciano Buonfiglio, presidente della Federazione Sci Nautico e Wakeboard, il quale si è detto “convinto che il parere non arriverà” in tempi così brevi. Secondo Buonfiglio, un’istruttoria approfondita da parte dell’ANAC richiede un periodo di tempo più lungo. Ha inoltre espresso rammarico per la complessità della situazione, che avrebbe preferito fosse gestita in modo più lineare per evitare potenziali ricorsi post-elettorali.








