Vardy attacca la Serie A: ‘Lenta e troppo difensiva’

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Cronache sport calcio
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Jamie Vardy ha inaugurato un nuovo capitolo della sua carriera mediatica con il lancio del suo podcast, intitolato ‘Jamie Vardy’s Having A Party’. Insieme alla moglie Rebekah e al conduttore Manish Bhasin, l’ex attaccante del Leicester ha promesso di commentare i Mondiali e raccontare aneddoti della sua vita con il suo stile diretto. Nel primo episodio, non ha perso tempo e ha subito affrontato il tema della sua recente esperienza nel campionato italiano.

L’analisi di Vardy sulla Serie A è stata netta. ‘Il calcio italiano, rispetto a quello inglese, è molto più lento, più difensivo’, ha affermato l’attaccante. Il punto centrale della sua critica ha riguardato però i metodi di preparazione atletica, che ha descritto come estenuanti e controproducenti. ‘L’allenamento è continuo: corri, corri, corri. Poi vai in partita e, letteralmente, non hai più niente da dare’. Una metodologia che, secondo lui, penalizza i giocatori, specialmente quelli più avanti con l’età.

A sorprendere Vardy è stata anche la struttura gerarchica dei club italiani. ‘Qui il direttore sportivo ha voce in capitolo su tutto, è pazzesco’, ha commentato, sottolineando una differenza culturale profonda rispetto all’organizzazione delle squadre inglesi, dove le decisioni tecniche sono più concentrate nelle mani dell’allenatore.

Per illustrare la sua tesi sulla mentalità, l’attaccante ha raccontato un aneddoto specifico. ‘In vista della partita contro il Bologna, abbiamo fatto quello che facciamo di solito in Inghilterra, ottenendo un giorno libero dopo la gara precedente’. Il risultato è stato una vittoria per 3-1, con la squadra apparsa ‘freschissima’. Vardy ha pensato che questo approccio sarebbe stato mantenuto, ma si è sbagliato. ‘Invece no, siamo tornati ad allenarci tutti i giorni, perché la partita successiva era definita davvero importante. Ma come? Tutte le partite lo sono, questa è la mia mentalità’.

L’esperienza italiana ha avuto ripercussioni anche sulla sua vita privata. Vardy ha parlato apertamente delle difficoltà di ambientamento vissute dalla sua famiglia, che si era trasferita con lui in una villa sul Lago di Garda. ‘Trasferirsi all’estero con una famiglia è davvero, davvero difficile’, ha confessato. Queste difficoltà hanno portato alla decisione di far rientrare prima i figli in Inghilterra. ‘È stata una lotta. Davvero. E mi sono anche sentito molto in colpa’.

Infine, il giocatore ha riflettuto sulla sua filosofia personale, legata al divertimento come motore della performance. ‘Do il meglio di me quando mi diverto. Devi farti una risata’. Un approccio che lo ha sempre accompagnato, anche nei momenti difficili. ‘Il calcio mi ha salvato’, ha concluso con una nota più intima, ‘ho un pulsante di autodistruzione, avrei potuto prendere una direzione completamente diversa’.

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