Santiago Gimenez ha mostrato una fiducia incrollabile nelle proprie capacità, candidandosi a sorpresa per il titolo di capocannoniere del prossimo Mondiale. La dichiarazione è arrivata durante un’intervista doppia per il magazine musicale Billboard, dove l’attaccante del Milan e della nazionale messicana ha dialogato con il rapper Ernia.
Alla domanda su chi vincerà la classifica marcatori del torneo, Gimenez non ha puntato su nomi altisonanti come Harry Kane, Lionel Messi o Kylian Mbappé. Ha invece risposto con una sola parola, indicando se stesso: ‘Santi’. Una previsione audace che stride fortemente con il suo rendimento attuale, dato che la sua ultima rete ufficiale risale al mese di settembre.
Le statistiche, infatti, dipingono un quadro molto diverso. In questa stagione, l’attaccante non ha ancora trovato il gol in campionato, un digiuno che lo pone in una compagnia poco invidiabile. È uno dei quattro attaccanti ad aver giocato più di 850 minuti nei cinque principali campionati europei senza segnare, insieme ad Alvaro Morata del Como, Amin Sarr del Verona e Kevin Carlos del Nizza.
Inoltre, come evidenziato da Stats Perform, al Mondiale saranno presenti solo due centravanti convocati senza reti stagionali in campionato: Dailon Rocha Livramento di Capo Verde e lo stesso Gimenez. Attualmente considerato una riserva nella nazionale messicana, dovrà prima conquistarsi un posto da titolare per poter inseguire il suo ambizioso obiettivo. Il Messico affronterà nel suo girone Sudafrica, Corea del Sud e Repubblica Ceca.
Durante l’intervista, Gimenez ha anche raccontato l’origine del suo soprannome, ‘Bebote’. ‘Me lo ha dato la mia famiglia perché ero un neonato molto grande. La traduzione è proprio ‘Grande bebè”, ha spiegato. Il nomignolo è diventato celebre grazie a un telecronista, amico del padre, che lo esclamò in diretta per celebrare il suo primo gol da professionista.
Nonostante le difficoltà, il rapporto con l’ambiente Milan sembra solido. ‘Tifo Milan da bambino e giocare a San Siro significa molto per me’, ha affermato. ‘I tifosi mi hanno accolto con tanto affetto e continuano a fidarsi di me, anche se non ho reso come avrei voluto. Sono come una famiglia’.
L’ultimo acuto dell’attaccante risale al 23 settembre, nella partita di Coppa Italia vinta 3-0 contro il Lecce. Da quel giorno sono passati oltre 260 giorni, un periodo segnato da prestazioni opache, un’operazione alla caviglia e la conseguente delusione del club. Ora il Mondiale rappresenta l’occasione perfetta per invertire la rotta e dimostrare che la sua fiducia non era mal riposta.





