Il Gran Premio di Monaco 2026 ha innescato una delle battaglie legali più complesse della storia recente della Formula 1. Il cosiddetto “caso pit lane”, esploso a seguito di un errore di misurazione della velocità, ha portato a penalità ingiuste e ha scatenato una dura reazione da parte di McLaren e Mercedes dopo la risoluzione del ricorso Alpine.
La controversia è nata quando gli Steward hanno annullato la penalità inflitta a Pierre Gasly, restituendogli il podio. Questa decisione ha spinto McLaren a contestare la gestione della vicenda, puntando il dito sulla mancanza di equità e coerenza normativa, poiché altri piloti avevano già scontato sanzioni analoghe durante la gara.
Oscar Piastri, pilota McLaren retrocesso di una posizione per far posto a Gasly, si è detto “sbalordito” dalla possibilità di ribaltare una decisione a svantaggio di chi ha agito in conformità alle regole durante la competizione. Il team di Woking ha ribadito che la mossa rischia di minare la fiducia nell’integrità del processo sportivo.
Il cuore del problema risiede in un errore tecnico nel sistema di cronometraggio. È emerso che la prima zona di rilevamento in pit lane era stata impostata su una distanza errata (26,92 metri invece dei 26,15 reali). Questo scarto di 77 centimetri ha falsato il calcolo della velocità media, inducendo in errore i commissari.
Gli Steward hanno concluso che Gasly non aveva mai superato il limite di 60 km/h. Dato che la sua penalità era stata aggiunta al tempo finale e non scontata ai box, è stato tecnicamente possibile rimuoverla. La FIA ha però ammesso che non esiste modo di “risarcire” i piloti che hanno scontato la sanzione durante la gara, come un drive-through o una sosta più lunga.
Questa situazione ha lasciato una ferita aperta in casa Mercedes, che ha presentato una formale richiesta di revisione per George Russell. Il pilota, in lotta per il podio, era stato sanzionato per un eccesso di velocità di soli 0.1 km/h. Un successivo errore del team nel scontare la penalità gli è costato un drive-through che lo ha fatto precipitare al 12° posto.
La scuderia tedesca sostiene che l’ammissione dell’errore di misurazione costituisca una nuova prova determinante per riaprire il caso. Nonostante le scarse probabilità di successo, Mercedes intende sfidare un paradosso normativo che al momento non prevede strumenti per annullare sanzioni già scontate in gara.





