Antonio Raimondo è stato uno dei protagonisti assoluti della cavalcata del Frosinone verso la Serie A. L’attaccante classe 2004, di proprietà del Bologna, ha realizzato 11 reti in Serie B, diventando il più giovane calciatore del campionato a raggiungere la doppia cifra. Nonostante il traguardo, ha rivelato di aver puntato a 15 gol, a dimostrazione di un’ambizione che lo spinge a migliorarsi costantemente.
Questa stagione rappresenta per lui una vera e propria rinascita dopo un’annata difficile. “Venivo da una stagione totalmente negativa”, ha spiegato Raimondo, riferendosi alle esperienze con Venezia e Salernitana. La fiducia del tecnico Alvini a Frosinone è stata fondamentale: “Ha creduto in me fin dal primo giorno. La rabbia che covavo l’ho tirata fuori tutta quest’anno”. Una crescita mentale, prima che tecnica, che gli ha permesso di superare le difficoltà.
Il futuro è ora un bivio. Il 30 giugno scadrà il prestito con il Frosinone e l’attaccante tornerà al Bologna, dove il nuovo staff tecnico lo valuterà durante il ritiro estivo. A quel punto si apriranno due scenari: giocarsi le proprie carte in una squadra che disputerà le coppe europee oppure cercare maggiore continuità, magari con un nuovo prestito, per affrontare la sua prima vera stagione da protagonista in Serie A.
Nel suo percorso di crescita, un ruolo centrale è stato ricoperto da Siniša Mihajlović. “Era il mio maestro, una persona vera e speciale”, ha ricordato Raimondo. Fu proprio l’allenatore serbo a farlo esordire in Serie A a soli 17 anni, in un Hellas Verona-Bologna del 17 maggio 2021. “Mi trattava come uno dei grandi, non gli interessava che fossi un giovane”. Un aneddoto su tutti: “Mi vide incappucciato al campo mentre non stava bene e mi disse: ‘Tieniti pronto perché ti farò giocare’. Ha trasformato il mio sogno in realtà”.
La passione per il gol lo accompagna da sempre, fin da quando giocava al parco a Ravenna, sua città d’origine. Il suo percorso lo ha visto passare dal Cesena al Bologna, dove ha superato momenti complicati grazie al supporto della famiglia. Tra i suoi modelli c’è sempre stato Edinson Cavani, studiato ai tempi del Napoli. Oggi guarda con interesse i movimenti di attaccanti moderni, cercando di “rubare” i segreti del mestiere per completare il suo bagaglio tecnico.
Raimondo si descrive come un attaccante che ama aggredire la profondità, veloce e con un unico obiettivo: il gol. Indossare la maglia della Nazionale maggiore resta il suo più grande sogno. Per il prossimo anno, l’obiettivo è chiaro: “Sarò felice se avrò fatto una bella stagione in Serie A e qualche gol”. Il palcoscenico è pronto.





