Rapina la ex nuora in strada, poi il colpo di scena in caserma: “Ti restituisco la SIM, non il telefono”. Arrestato 66enne

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VICO EQUENSE – Una rapina violenta che si trasforma in un atto quasi surreale, con il rapinatore che si presenta spontaneamente in caserma, non per costituirsi, ma per restituire alla sua vittima solo una parte del bottino. È una vicenda dai contorni grotteschi quella che si è consumata ieri pomeriggio a Vico Equense e che ha portato all’arresto di un uomo di 66 anni, accusato di rapina e atti persecutori nei confronti della sua ex nuora di 23 anni.

Tutto ha inizio nel primo pomeriggio di ieri, 18 giugno 2026. La giovane donna sta passeggiando per le vie del centro cittadino in compagnia di alcuni colleghi di lavoro, cercando un po’ di normalità dopo la fine della sua relazione. Improvvisamente, la sua tranquillità viene spezzata. In lontananza riconosce la figura del padre del suo ex compagno, il quale la chiama insistentemente, chiedendole di fermarsi e di avvicinarsi. Intuendo le cattive intenzioni, la 23enne decide di ignorarlo, accelerando il passo e sperando di seminarlo.

Ma il 66enne non demorde. Con una determinazione rabbiosa, le va incontro, la raggiunge e, senza preamboli, la aggredisce. La afferra con violenza per il collo e per una spalla, immobilizzandola per un istante, e con un gesto fulmineo le strappa dalle mani il suo smartphone. La vittima, seppur terrorizzata, tenta una reazione disperata, provando a rincorrere l’uomo che però si dilegua rapidamente tra le strade di Vico, facendo perdere le proprie tracce.

Sotto shock, tremante e in lacrime, la giovane si dirige senza esitazione verso la vicina caserma dei Carabinieri per denunciare l’incredibile aggressione subita. Mentre, ancora scossa, sta fornendo ai militari tutti i dettagli dell’accaduto, la porta della stazione si apre. Sulla soglia compare proprio lui: l’ex suocero, l’uomo che pochi minuti prima l’aveva rapinata.

È in uno stato di palese agitazione. Ignorando i militari presenti, si dirige a passo svelto verso la scrivania dove la ragazza sta formalizzando la denuncia. Con un gesto di stizza, lancia sul tavolo la piccola scheda SIM estratta dal telefono rubato, pronunciando una frase che sigilla il suo destino: “Ti restituisco la sim ma non il telefono”.

Un’ammissione di colpa plateale, un tentativo maldestro di esercitare un ultimo, umiliante controllo sulla vittima, avvenuto proprio davanti agli occhi delle forze dell’ordine. Per i Carabinieri non c’è stato più alcun dubbio. Di fronte all’evidenza dei fatti e alla flagranza del comportamento, per il 66enne sono scattate immediatamente le manette.

Durante la sua deposizione, la vittima ha poi raccontato che non si trattava di un episodio isolato. L’aggressione di ieri è stata solo l’apice di una serie di comportamenti molesti e persecutori che l’uomo avrebbe messo in atto sin dai primi giorni successivi alla separazione della 23enne da suo figlio. Un’escalation di angherie che ha trasformato la fine di una relazione in un incubo.

L’uomo, arrestato, è stato posto ai domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria e si trova ora in attesa di giudizio. Dovrà rispondere delle pesanti accuse di rapina e atti persecutori.

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