Pio Esposito ha segnato le prime due reti del nuovo corso della Nazionale, candidandosi a giocatore simbolo della ripartenza. Dopo l’amarezza per l’errore dal dischetto contro la Bosnia, che ha contribuito all’eliminazione della squadra di Gattuso, lo stesso attaccante ha guidato la selezione sperimentale di Silvio Baldini con due gol nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia.
Un gol di testa e uno di piede hanno segnato un passaggio di consegne simbolico. “Ho pensato subito al rigore contro la Bosnia”, ha ammesso Esposito, “ma nel calcio non hai tempo di rimuginare, devi concentrarti sulla partita successiva per costruirti un futuro”. Parole che dimostrano una maturità non comune per un centravanti emergente.
Le statistiche confermano le sue credenziali. Esposito è il quarto giocatore nella storia azzurra ad aver segnato nelle sue prime tre partite da titolare, dopo Frossi, Carapellese e Sivori. Prima di compiere 21 anni, solo Giuseppe Meazza ha segnato più dei suoi 5 gol in Nazionale, una cifra che gli ha permesso di eguagliare Gianni Rivera.
Il suo impatto è stato decisivo, avendo sbloccato il risultato contro Norvegia, Lussemburgo e Grecia e firmato il 42% delle ultime 12 reti della squadra. La sua potenza fisica ha richiamato paragoni con Christian Vieri, mentre la sua presenza in area ha ricordato Luca Toni. Tuttavia, il giovane attaccante mantiene un profilo basso, come consigliato anche dal capitano dell’Inter, Lautaro Martinez.
Il suo percorso è stato caratterizzato da una grande umiltà e da un’etica del lavoro impeccabile. Anche nei momenti difficili, come la fase di appannamento vissuta in primavera dopo l’eliminazione dal Mondiale, Esposito ha saputo reagire. Lo shock è stato superato rapidamente, chiudendo la stagione in crescendo e raggiungendo la doppia cifra con la maglia dell’Inter.
Un ruolo fondamentale nella sua crescita lo ha avuto l’allenatore Cristian Chivu, che lo ha seguito fin dalle giovanili e ha insistito per tenerlo in prima squadra. Una fiducia ripagata con prestazioni convincenti, come le 19 reti segnate con lo Spezia in Serie B e le buone prove in Champions League, che hanno attirato l’attenzione del commissario tecnico.
In vista dei prossimi impegni, inclusa la qualificazione al Mondiale 2030, la sua figura diventa centrale. Sebbene la concorrenza con Retegui, Scamacca e Kean sia forte, la Federazione dovrà puntare su una visione a lungo termine. Esposito, insieme ad altri talenti come Palestra e Pisilli, rappresenta il nucleo su cui costruire la Nazionale del futuro.
L’Inter ha già dimostrato di credere fermamente nel suo potenziale, respingendo offerte da club inglesi e dichiarandolo incedibile. La società nerazzurra è convinta che il suo talento lo porterà a conquistare un posto da titolare. A meno di 25 anni durante il Mondiale del 2030, Esposito potrebbe diventare il protagonista di una nuova era per il calcio italiano.





