La Federcalcio si avvicina a una svolta epocale con Paolo Maldini prossimo a un ruolo di vertice. I contatti tra l’ex capitano del Milan e il presidente federale Giovanni Malagò si sono intensificati, portando Maldini a riconsiderare le sue priorità iniziali. Il progetto prevede per lui una posizione di grande potere, che unisce la presidenza del Club Italia e la direzione tecnica dell’intera filiera delle nazionali.
Questa nuova figura avrà un peso determinante anche nella scelta del commissario tecnico, come ha sottolineato lo stesso Malagò. Il presidente ha imposto una chiara gerarchia decisionale: prima verrà nominato il direttore tecnico e solo in un secondo momento, con il suo pieno coinvolgimento, si procederà alla selezione dell’allenatore. L’obiettivo è affidarsi a una personalità di comprovata storia, esperienza e competenza per avviare un nuovo ciclo.
I tempi per la definizione del quadro sono stretti. Paolo Maldini ha ricevuto alcuni giorni per comunicare la sua decisione definitiva, mentre Malagò ha espresso la volontà di chiudere l’intera partita, inclusa la nomina del CT, nell’arco di una settimana. Pur lavorando intensamente all’opzione Maldini, il presidente ha mantenuto una linea prudente, ammettendo di avere pronte delle alternative.
Una novità fondamentale è emersa durante l’ultimo Consiglio federale e potrebbe rivelarsi decisiva. La Lega di Serie A, per voce di un suo rappresentante, ha annunciato l’intenzione di fornire un sostegno economico alla FIGC. Questo contributo è finalizzato a garantire l’ingaggio di uno staff tecnico di altissimo livello, superando i limiti imposti dal budget federale attuale.
Il supporto dei club del massimo campionato rappresenta una spinta cruciale per la buona riuscita delle trattative. L’iniezione di nuove risorse renderebbe economicamente sostenibile non solo l’incarico per Maldini, ma anche l’ingaggio di un allenatore di primo piano come Antonio Conte. Le società di Serie A considerano questa mossa un investimento strategico, poiché una Nazionale vincente aumenta il valore e la visibilità dei propri giocatori.
L’iniziativa potrebbe inoltre favorire una maggiore collaborazione tra club e Federazione, risolvendo le passate frizioni relative alle convocazioni per i raduni. L’operazione, che coinvolgerà probabilmente tutte le venti squadre, segnala un’unità d’intenti inedita. Si sta assistendo a un tentativo concreto di fare squadra a tutti i livelli per avviare una profonda e necessaria ristrutturazione del calcio italiano.







