Sono passati vent’anni dal 9 luglio 2006, una data che ha segnato la storia del calcio italiano con la conquista della quarta Coppa del Mondo. Il trionfo a Berlino contro la Francia rimane un ricordo indelebile, un confine tra un prima glorioso e un dopo caratterizzato da profonde incertezze.
Quel gruppo, guidato con maestria da Marcello Lippi, ha saputo superare ogni ostacolo, dal recupero di Francesco Totti fino al rigore decisivo di Fabio Grosso in finale. I campioni di allora, da Buffon a Cannavaro, da Pirlo a Del Piero, mantengono vivo il loro legame attraverso una chat di gruppo, che in questi giorni si è riempita di messaggi e auguri per il loro condottiero.
Il ventennale, però, non è solo tempo di celebrazioni, ma anche di bilanci. Dopo l’apice di Berlino, la Nazionale maggiore ha vissuto un lungo periodo di difficoltà nei Mondiali: è uscita ai gironi nel 2010 e nel 2014, per poi mancare la qualificazione sia nel 2018 che nel 2022. Un’intera generazione di tifosi non ha mai visto l’Italia giocare una fase finale del torneo più prestigioso.
La vittoria a Euro 2020, sotto la guida di Roberto Mancini, ha rappresentato una parentesi di gioia e bel gioco, dimostrando che il potenziale non manca. Tuttavia, la mancata qualificazione successiva ha evidenziato la necessità di un progetto strutturale a lungo termine. Per questo, la Federazione ha iniziato a lavorare a una “missione 2030”, con l’obiettivo di costruire una squadra competitiva per il prossimo decennio.
In questo quadro si inseriscono due figure di altissimo profilo: Paolo Maldini e Antonio Conte. L’ex capitano del Milan è il candidato principale per il ruolo di direttore tecnico, grazie alla sua leadership e alla sua conoscenza del calcio internazionale. Conte, invece, è stato individuato come il commissario tecnico ideale per infondere mentalità vincente, con un orizzonte temporale di quattro anni per sviluppare il suo lavoro.
Il progetto prevede una novità importante: il coinvolgimento economico dei club, che hanno mostrato disponibilità a contribuire all’ingaggio del tecnico. Questa collaborazione tra club e Federazione, unita a incentivi per chi punta sui giovani e al progetto stadi per Euro 2032, potrebbe segnare l’inizio di una vera rifondazione del sistema. L’obiettivo è tornare a sognare, come in quella magica notte di vent’anni fa.






