Rino Gattuso ha iniziato la sua avventura come nuovo allenatore della Lazio con la consueta carica. “Sono orgoglioso di essere qui, ho buonissime sensazioni”, ha dichiarato il tecnico durante la conferenza stampa di presentazione a Formello. Ha subito chiarito di essere consapevole del contesto: “Conosco le problematiche, ne ho parlato con il presidente Lotito e il d.s. Fabiani. So che c’è da mettersi l’elmetto, pedalare e lavorare sodo”.
Il suo compito, ha spiegato, sarà far rendere al meglio la squadra. “Starà a me e al mio staff lavorare bene e tantissimo. Ho solo un obiettivo: mettere in campo giocatori che rispettino e onorino la storia gloriosa della Lazio”. La scelta di accettare la panchina biancoceleste è arrivata dopo diverse riflessioni. “Sono stato vicino alla Lazio più di una volta in passato. Non nego che forse, senza le attuali condizioni, avrei detto di nuovo no. La considero una vera e propria sfida”.
L’incarico in Serie A arriva dopo cinque anni e rappresenta un’occasione di riscatto dopo la delusione per la mancata qualificazione al Mondiale con la Nazionale. “Ho avuto tante occasioni per tornare, ma andare all’estero ti migliora”, ha commentato Gattuso, “abbini la tua cultura a nuove mentalità. La mia direzione era un’altra, ma la chiamata della Lazio mi ha convinto”.
Il ricordo dell’esperienza da c.t. è ancora vivo. “Ringrazio i giocatori della Nazionale, mi hanno dato tutto. Da calciatore ho avuto fortuna, da allenatore ho preso qualche mazzata. Un giorno raccoglierò anche io. La ferita che ho addosso per quella mancata qualificazione rimarrà per sempre, ma il calcio e la vita sono così. Si va avanti. Ho ancora più veleno e rabbia, credo in ciò che propongo”.
Interrogato sul clima di contestazione che circonda il club, Gattuso ha inviato un messaggio chiaro alla squadra. “Ho già detto ai calciatori che questo non deve essere un alibi. Bisogna rispettare i tifosi per la loro lealtà e serietà”. Sugli obiettivi stagionali, ha preferito non sbilanciarsi: “Ora non parlo di classifica, ci sono 7-9 squadre che partono meglio di noi. Dobbiamo prenderci del tempo e cercare di non sbagliare”.
Per quanto riguarda il mercato, la linea è definita. “Dobbiamo fare poche cose per completare la squadra, prendere tanto per prendere non serve. Mi sarebbe piaciuto partire con due elementi in più”. Ha anche chiarito la sua posizione sulla partenza di Mario Gila: “Lotito e Fabiani volevano tenerlo, ma ho convinto io a lasciarlo andare. Se un giocatore non vuole più restare dopo aver dato tutto, è giusto così”.
Alla presentazione non era presente il presidente Lotito. Una scelta, secondo Gattuso, opportuna. “Sinceramente è meglio così. Se ci fosse stato, si sarebbe parlato di lui. È stata anche una questione di rispetto nei miei confronti. Lotito deve fare il presidente, e meno parla meglio è”.





