Sabatini: ‘Spalletti e Massara da scudetto alla Juve’

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Cronache sport calcio
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Walter Sabatini ha annunciato l’intenzione di tornare presto al lavoro nel mondo del calcio, dopo un periodo segnato da gravi problemi di salute. Con la sua consueta schiettezza, l’esperto dirigente ha analizzato il panorama della Serie A, riservando una promozione netta alla nuova dirigenza della Juventus.

Secondo Sabatini, la coppia formata dall’allenatore Luciano Spalletti e dal direttore sportivo Frederic Massara è “perfetta per tornare a vincere” lo scudetto. L’ex ds ha raccontato la sua gioia per la nomina di Massara, un professionista che stima profondamente e che ha definito “il Salah dei dirigenti” per la sua abilità nello scovare talenti e soluzioni. Ha ricordato di averne apprezzato l’educazione e la competenza fin dai tempi della Roma.

Per Spalletti ha usato parole di grande ammirazione, descrivendolo come “un amico geniale e un lavoratore romantico”. Lo ha paragonato al colonnello Aureliano Buendia, protagonista di “Cent’anni di solitudine”, per la sua resilienza e la capacità di rialzarsi dopo ogni battaglia, sottolineando la sua visione di gioco innovativa.

Il giudizio è stato invece critico nei confronti del Milan e della sua proprietà. Sabatini ha dichiarato di non aver capito la decisione di “fare piazza pulita” con l’allontanamento di Paolo Maldini e dello stesso Massara, criticando un approccio che a suo dire privilegia i tagli netti rispetto alla gestione umana del club.

L’analisi si è poi spostata su altri protagonisti. Ha definito Massimiliano Allegri come “l’uomo giusto per dare equilibrio all’entusiasmo” di Napoli, paragonandolo al Gattopardo. Ha ricordato con affetto aneddoti del passato, come il debutto di un giovanissimo Gennaro Gattuso a Perugia, già allora un combattente indomito, e ha elogiato Daniele De Rossi, un predestinato alla panchina.

Sabatini ha anche parlato di Francesco Totti, il cui unico errore sarebbe stato non aver pianificato in anticipo il suo futuro dopo il ritiro dal calcio giocato. Per quanto riguarda la Nazionale italiana, ha invitato a un maggiore rispetto e a smettere di “processare il calcio” dopo ogni sconfitta, mostrando fiducia per il futuro del movimento.

Tra i suoi pupilli, ha menzionato la complessa trattativa per acquistare Salah e la folgorazione per Marquinhos. Il suo rimpianto più grande resta non aver portato Marcelo Bielsa alla Roma. L’intervista si è chiusa con una previsione sul calcio mondiale, “il Giappone prima o poi vincerà la Coppa”, e una promessa personale che ne incarna la passione: “Torno presto, voglio morire sul campo”.

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