Il calciomercato potrebbe presto riaccendere una delle rivalità più sentite del calcio italiano. La Roma ha messo nel mirino Franck Kessie, centrocampista ivoriano che si è appena svincolato dall’Al Ahli, club saudita in cui ha militato nelle ultime stagioni. L’interesse dei giallorossi si scontra però con quello della Juventus, da tempo sulle tracce del giocatore, configurando un vero e proprio duello per assicurarsi le sue prestazioni.
L’ipotesi di un approdo di Kessie nella capitale è rafforzata da due legami significativi. Il nuovo allenatore Gian Piero Gasperini lo conosce molto bene, avendolo lanciato e trasformato in un giocatore di spessore internazionale ai tempi dell’Atalanta. Inoltre, il direttore sportivo Frederic Massara ha condiviso con lui la vittoria dello scudetto al Milan nel 2022, un’esperienza che ha consolidato il loro rapporto professionale.
L’operazione presenta contorni economici definiti. Il centrocampista richiede uno stipendio che si aggira tra i 5 e i 6 milioni di euro a stagione. Per la Roma, l’affondo decisivo per Kessie sembra legato alla possibile cessione di Manu Koné, giocatore che ha attirato l’attenzione di diversi club della Premier League. L’eventuale partenza del francese libererebbe lo spazio salariale e le risorse necessarie per l’ingaggio dell’ivoriano, che arriverebbe a parametro zero.
Questo possibile intreccio di mercato non è un episodio isolato, ma si inserisce in una lunga storia di sfide e tensioni tra Roma e Juventus, che da decenni si contendono giocatori e si rendono protagoniste di colpi di scena.
Le radici di questa rivalità affondano nell’estate del 1970, quando la Roma, a causa di difficoltà economiche, fu costretta a cedere alla Juventus i suoi gioielli Fabio Capello, Luciano Spinosi e Fausto Landini. Una tripla cessione che la piazza giallorossa non ha mai digerito, nonostante un cospicuo conguaglio economico.
Nel 1982 si è consumato un altro “sgarbo”: il polacco Zbigniew Boniek, dopo aver visitato il centro sportivo di Trigoria, ha firmato per la Juventus, tornando a Roma solo tre anni più tardi. Pochi anni dopo, la storia si è ripetuta con Paulo Sousa: incaricato di portarlo nella capitale, il consigliere di mercato Luciano Moggi è passato alla Juventus portandosi dietro il centrocampista portoghese.
Il nuovo millennio ha visto altre battaglie. Nel 2002, il presidente Franco Sensi ha celebrato l’acquisto di Antonio Cassano come una vittoria sui bianconeri. La risposta della Juventus è arrivata nel 2004, quando il tecnico Fabio Capello ha lasciato la panchina giallorossa per quella juventina, portando con sé negli anni successivi anche Emerson e Jonathan Zebina.
In tempi più recenti, hanno fatto discutere i passaggi in bianconero di Miralem Pjanic e Mirko Vucinic. Di segno opposto, invece, la scelta di Juan Manuel Iturbe di preferire la Roma alla Juventus, una decisione che ha portato alle dimissioni dell’allora tecnico juventino Antonio Conte. Infine, il ricordo del netto rifiuto di Radja Nainggolan: “Alla Juventus non andrò mai”, ha dichiarato il belga, simbolo del suo forte legame con la Roma.




