Mancini, finisce l’avventura in Arabia Saudita

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Cronache sport calcio
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L’avventura di Roberto Mancini sulla panchina dell’Arabia Saudita è terminata dopo soli 14 mesi. Il 24 ottobre 2024, la federazione calcistica saudita ha annunciato ufficialmente la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore italiano, chiudendo un capitolo breve e segnato da risultati al di sotto delle aspettative.

La vicenda saudita era iniziata nell’agosto del 2023, in modo tanto rapido quanto controverso. Il 13 agosto di quell’anno, Mancini aveva rassegnato le proprie dimissioni da commissario tecnico della Nazionale italiana inviando una Pec mentre si trovava in vacanza a Mykonos. La decisione aveva sorpreso, poiché solo otto giorni prima aveva ricevuto un’importante promozione a coordinatore di tutte le nazionali, incluse Under 21 e Under 20.

Il 27 agosto 2023, a due settimane dall’addio all’Italia, l’allenatore ha firmato un contratto faraonico con l’Arabia Saudita, valido fino al 2027 per un compenso stimato di 25 milioni di euro a stagione. Con lui si è trasferito a Riad gran parte del suo storico staff, composto da dieci professionisti tra cui Alberico Evani, Attilio Lombardo e il tattico Antonio Gagliardi. All’elenco si è poi aggiunto Yaya Touré, già con Mancini al Manchester City.

Tra le motivazioni addotte per lasciare la panchina azzurra, Mancini aveva citato alcuni cambiamenti nel suo gruppo di lavoro imposti dalla federazione italiana. Tuttavia, la rapida successione degli eventi ha alimentato discussioni sul peso reale dell’offerta economica araba nella sua scelta.

Dal punto di vista sportivo, il bilancio è stato negativo. Sotto la sua guida, la nazionale saudita è stata eliminata agli ottavi di finale della Coppa d’Asia e ha seriamente compromesso il percorso di qualificazione al Mondiale 2026. L’obiettivo è stato poi raggiunto grazie al lavoro del suo successore, il francese Hervé Renard, richiamato alla guida della squadra. Durante la sua permanenza, Mancini non è mai riuscito a creare un legame solido con l’ambiente e i tifosi locali.

La risoluzione del contratto ha previsto una cospicua buonuscita per l’allenatore. Sebbene le cifre ufficiali non siano state comunicate, le clausole dell’accordo firmato nel 2023 prevedevano il pagamento di almeno un anno di stipendio in caso di esonero. Le parti hanno trovato un’intesa per una risoluzione consensuale, che potrebbe aver garantito a Mancini una cifra vicina ai 25 milioni di euro. L’ex c.t. ha smentito le indiscrezioni sulla maxi liquidazione definendole “bugie”, ma l’addio non è certamente avvenuto a mani vuote.

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