Giovanni Carnevali, nuovo amministratore delegato della Juventus, ha lasciato un’impronta indelebile nei suoi dodici anni di gestione al Sassuolo. La sua direzione ha coinciso con il periodo più florido nella storia del club neroverde, un’era definita da un modello gestionale diventato un caso di studio nel calcio italiano.
Sotto la sua guida, voluta dall’allora patron Giorgio Squinzi, la società emiliana non solo ha raggiunto traguardi sportivi storici, come la qualificazione all’Europa League, ma ha soprattutto costruito un sistema virtuoso. La strategia è sempre stata chiara: individuare e acquistare giovani talenti a costi contenuti, valorizzarli nel contesto tecnico del Sassuolo e poi cederli a grandi club, realizzando plusvalenze record.
Questo modello ha garantito al club una solida stabilità economica e la capacità di competere ad alti livelli in Serie A. La lista dei giocatori scoperti e rivenduti è lunga e testimonia la lungimiranza della sua gestione. Tra gli esempi più emblematici figura Manuel Locatelli, prelevato dal Milan e diventato un pilastro del centrocampo prima del suo trasferimento proprio alla Juventus.
Un’altra operazione magistrale ha riguardato Gianluca Scamacca, cresciuto nel settore giovanile e poi ceduto per una cifra considerevole al West Ham in Premier League. Allo stesso modo, Davide Frattesi è stato acquistato dalle giovanili della Roma, si è affermato come uno dei migliori centrocampisti del campionato e ha poi spiccato il volo verso l’Inter.
La capacità di generare valore è evidente anche in operazioni come quella di Jérémie Boga, arrivato dal Chelsea e venduto all’Atalanta, o di Merih Demiral, rimasto in Emilia solo sei mesi prima di essere ceduto alla Juventus con un enorme profitto. L’elenco potrebbe continuare con Matteo Politano, ceduto all’Inter, e molti altri calciatori che hanno trovato a Sassuolo il trampolino di lancio ideale per la loro carriera.
Complessivamente, le operazioni in uscita orchestrate da Carnevali hanno generato un fatturato superiore ai 200 milioni di euro in plusvalenze, finanziando di fatto le successive campagne acquisti e il mantenimento della competitività della squadra. Il suo lavoro ha trasformato il Sassuolo da semplice provinciale a un modello di business sostenibile e di successo.
L’eredità che lascia in Emilia è quella di una società sana, strutturata e riconosciuta in tutta Europa come una fucina di talenti. Il suo approdo alla Juventus rappresenta la naturale evoluzione di una carriera costruita sull’innovazione e su una visione strategica fuori dal comune.












