Ischia, il piano del finto carabiniere: tradito dai figli della vittima, 19enne finisce in manette

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ISCHIA – Un copione tristemente noto, quello della truffa del finto carabiniere, che questa volta si è infranto contro la prontezza di riflessi dei familiari della vittima designata. Si è conclusa con le manette ai polsi per un ragazzo di appena 19 anni, già noto alle forze dell’ordine, la mattinata di ieri, 10 agosto 2026, sull’isola verde, teatro dell’ennesimo tentativo di raggiro ai danni di una persona anziana.

La vicenda ha avuto inizio quando una voce calma ma perentoria ha raggiunto telefonicamente l’abitazione di un’anziana signora in via Nuova dei Conti. Dall’altro capo del filo, uno sconosciuto si è presentato come un Maresciallo dei Carabinieri, tessendo una tela di menzogne studiata a tavolino per carpire la fiducia della sua interlocutrice. Il finto militare, convinto di parlare direttamente con l’anziana, ha architettato una storia allarmante: un’operazione in corso nella zona richiedeva verifiche urgenti su banconote e gioielli per accertarne la provenienza e scongiurare il rischio che fossero falsi o rubati. Di lì a poco, ha annunciato, un “collega in borghese” si sarebbe presentato alla sua porta per ritirare i preziosi e il denaro contante, al fine di effettuare i “necessari controlli in caserma”.

Il piano, tuttavia, ha trovato un ostacolo imprevisto. A rispondere alla chiamata non è stata l’anziana madre, ma i suoi figli, presenti in quel momento nell’appartamento. Con un invidiabile sangue freddo, hanno subito fiutato l’inganno. Invece di riagganciare, hanno assecondato il truffatore, attivando il vivavoce e, contemporaneamente, allertando il numero di emergenza. In pochi minuti, una pattuglia del Commissariato di Polizia di Ischia, guidata da agenti esperti, ha raggiunto l’abitazione in modo discreto, predisponendo una trappola.

Mentre i familiari tenevano impegnato al telefono il “regista” della truffa, i poliziotti si sono posizionati all’interno dell’appartamento, in attesa dell’arrivo del complice. L’attesa non è durata a lungo. Poco dopo, come annunciato, il campanello ha suonato. Alla porta si è presentato il 19enne, il cosiddetto “esattore”, pronto a ritirare il bottino. Appena varcata la soglia, il giovane si è trovato di fronte non un’anziana indifesa, ma gli agenti della Polizia di Stato che gli hanno intimato l’alt.

Colto di sorpresa, il ragazzo ha tentato una disperata e vana reazione. Ne è nata una breve ma concitata colluttazione, durante la quale il 19enne ha opposto una strenua resistenza nel tentativo di divincolarsi e guadagnare la fuga. Gli operatori, però, sono riusciti a bloccarlo e a immobilizzarlo, non senza difficoltà.

Condotto presso gli uffici del Commissariato di Ischia per le formalità di rito, il giovane, già gravato da precedenti specifici per reati contro il patrimonio, è stato dichiarato in arresto con le pesanti accuse di tentata truffa aggravata dalla minorata difesa della vittima e resistenza a Pubblico Ufficiale. Ora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre le indagini proseguono per identificare il complice che ha effettuato la telefonata, la “mente” che ha orchestrato il fallito raggiro. Un episodio che, ancora una volta, sottolinea la crudeltà di un fenomeno criminale odioso e l’importanza fondamentale di diffidare di chiunque, al telefono o alla porta, avanzi richieste di denaro o preziosi, anche se indossa una divisa o millanta un’autorità.

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