L’Inter ha individuato in Djed Spence il rinforzo per la fascia destra, un giocatore scelto per raccogliere l’eredità di Denzel Dumfries. L’esterno inglese, reduce da un positivo Campionato del Mondo con la sua nazionale, porta con sé un soprannome guadagnato ai tempi del Genoa: “chill boy”.
L’espressione, traducibile in italiano con “ragazzo tranquillo”, descrive perfettamente il carattere calmo e rilassato del calciatore. Questa serenità affonda le radici nella sua storia familiare, un’eredità che lo ha definito sia dentro che fuori dal campo.
Nato e cresciuto a Londra, Spence ha origini giamaicane. I genitori gli hanno trasmesso la cultura delle proprie radici, un’influenza evidente nella passione per la musica caraibica e per i suoi caratteristici dreadlocks. Questa connessione con la propria identità ha segnato anche un momento significativo per il calcio inglese: circa un anno fa, è diventato il primo calciatore di religione musulmana a vestire la maglia della nazionale maggiore.
Il talento in famiglia non si limita al calcio. La sorella di Djed, Karla-Simone Spence, è un’attrice affermata che ha spesso calcato i riflettori del mondo dello spettacolo. Ha recitato in produzioni di rilievo come il film “Blue Story” e la serie tv “Il conte di Montecristo”, oltre a diverse fiction prodotte dalla BBC.
Un altro episodio ha contribuito a rendere Spence un volto noto al grande pubblico, specialmente durante l’ultimo Mondiale. A causa di una frattura alla mascella, riportata a seguito di un duro scontro di gioco con l’attaccante del Chelsea Liam Delap, il giocatore ha dovuto indossare una vistosa maschera protettiva. L’infortunio, avvenuto prima della competizione, ha richiesto un intervento chirurgico.
Lo stesso Spence ha commentato l’episodio con grande ironia sui social media. Questa “maschera di ferro”, come è stata definita, non solo non ha fermato le sue prestazioni, ma ha paradossalmente aumentato la sua visibilità durante la rassegna internazionale, attirando l’attenzione di diversi club.
Sono state proprio le sue performance in campo, unite a una personalità che non è passata inosservata, a convincere la dirigenza nerazzurra. L’Inter ha deciso di puntare su di lui dopo il Mondiale, convinta dalle sue qualità tecniche e dalla sua maturità. Il club si è così assicurato un giocatore pronto a portare il suo talento sulla fascia destra di San Siro.





