L’era di Cristiano Giuntoli alla Juventus si è caratterizzata per un approccio deciso e una linea chiara nella gestione dei calciatori non più centrali nel progetto. Il suo metodo, spesso definito “duro”, ha segnato le sessioni di mercato del 2023 e del 2024, differenziandosi nettamente da quanto si attende dalla nuova dirigenza guidata da Giovanni Carnevali.
Arrivato nell’estate del 2023 con il mandato di razionalizzare la rosa e alleggerire il monte ingaggi, Giuntoli ha subito impresso la sua filosofia. La sua prima mossa di grande impatto mediatico ha coinvolto Leonardo Bonucci, allora capitano e simbolo della squadra. Il dirigente si è presentato personalmente a casa del difensore prima dell’inizio del ritiro estivo per comunicargli che non rientrava più nei piani tecnici.
La decisione, tanto netta quanto inaspettata nelle modalità, ha stabilito un precedente. A Bonucci è stato imposto di allenarsi separatamente dal gruppo principale, in attesa di trovare una nuova sistemazione. Questa gestione, pur semplificando il lavoro sul campo per l’allenatore Massimiliano Allegri, ha generato tensioni e complicato le dinamiche relazionali e di mercato, culminate poi con il trasferimento del giocatore all’Union Berlino.
La coerenza del metodo Giuntoli si è confermata anche nella pianificazione della stagione successiva, in vista dell’arrivo del nuovo tecnico Thiago Motta. L’obiettivo era rivoluzionare la rosa seguendo le indicazioni del nuovo allenatore, e per farlo si è reso necessario intervenire su altri profili di primo piano. Nel mirino sono finiti i giocatori con situazioni contrattuali complesse o considerati sacrificabili per finanziare il mercato in entrata.
I casi più emblematici sono stati quelli di Federico Chiesa e Weston McKennie. Per l’attaccante italiano, con il contratto in scadenza, la linea del club è stata ferma: accettare un rinnovo a condizioni definite dalla società o essere messo sul mercato. Una strategia volta a evitare di perdere il giocatore a parametro zero e a monetizzare la sua cessione.
Una situazione simile ha riguardato il centrocampista statunitense Weston McKennie. Inizialmente considerato tra gli esuberi e destinato alla partenza, il suo percorso ha avuto un’evoluzione diversa. Dopo un lungo dialogo, il giocatore ha accettato le proposte di rinnovo contrattuale avanzate dal club ed è stato quindi reintegrato a pieno titolo nel gruppo squadra.
Con l’arrivo di Carnevali, la Juventus si prepara a voltare pagina. Il nuovo responsabile dell’area tecnica adotterà probabilmente uno stile di gestione più morbido, simile a quello di altri dirigenti del passato. L’obiettivo di vendere i giocatori che non hanno spazio rimarrà, ma le modalità saranno diverse: si cercherà di trovare una soluzione attraverso il dialogo, senza forzare la mano con esclusioni dal gruppo che possono deprezzare il valore del calciatore e incrinare l’armonia dello spogliatoio.





