Vlahovic lascia la Juventus: un addio da 162 milioni

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Cronache sport calcio
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L’avventura di Dusan Vlahovic con la maglia della Juventus si è conclusa. L’attaccante serbo proseguirà la sua carriera in Turchia, dove firmerà un nuovo contratto con il Besiktas dopo la scadenza del suo accordo con il club torinese. Si chiude così un capitolo durato quattro anni e mezzo, iniziato con il suo trasferimento dalla Fiorentina.

L’esperienza di Vlahovic a Torino ha rappresentato un investimento economico molto significativo per la società bianconera. Il costo complessivo sostenuto dalla Juventus per il calciatore, nel periodo considerato, ammonta a 162,13 milioni di euro. Questa cifra è il risultato della somma tra gli stipendi lordi corrisposti, pari a 76,78 milioni, e gli ammortamenti totali, che hanno raggiunto gli 85,36 milioni.

La voce relativa agli ammortamenti include diverse componenti chiave dell’operazione. Tra queste figurano i 70 milioni di euro versati alla Fiorentina per l’acquisto del cartellino, circa 10 milioni in commissioni destinate agli agenti e il resto in bonus maturati nel corso delle stagioni.

Dal punto di vista sportivo, il bilancio dell’attaccante serbo riporta 68 gol segnati in 168 presenze complessive con la Juventus. Rapportando questo rendimento all’investimento totale, emerge che ogni rete siglata da Vlahovic è costata al club una media di circa 2,38 milioni di euro.

L’analisi economica può essere estesa anche ad altri parametri per fotografare l’impatto dell’operazione. Considerando le 168 partite disputate, ogni singola presenza in campo ha avuto un costo medio di 965 mila euro per le casse della società. Un dato ancora più specifico riguarda il tempo effettivo di gioco.

Nei suoi anni juventini, Vlahovic ha totalizzato 10.766 minuti in campo tra tutte le competizioni. Dividendo il costo complessivo per il minutaggio, si ottiene una cifra di 15.060 euro per ogni minuto giocato dall’attaccante. Il bilancio finale della sua permanenza a Torino restituisce quindi un quadro a due facce: quello di un centravanti prolifico e quello di un’operazione finanziaria che, analizzata numericamente, si è rivelata estremamente onerosa.

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