Il difensore dell’Inter Manuel Akanji ha espresso grande felicità per l’arrivo di John Stones, suo ex compagno al Manchester City, andato subito in rete al debutto in amichevole. Ha raccontato un divertente aneddoto, svelando di aver incontrato la moglie del neo-acquisto in spiaggia a Ibiza poche ore prima dell’ufficialità del trasferimento. Ha promesso di aiutarlo in ogni modo per facilitare il suo inserimento, facendogli da traduttore e guida.
Secondo il centrale svizzero, l’adattamento del compagno inglese non sarà un problema. Sebbene il calcio italiano sia tatticamente diverso dalla Premier League, dove giocavano in una difesa a quattro, ha sottolineato come Stones possieda tutte le qualità per integrarsi rapidamente. Entrambi amano impostare l’azione da dietro, pur mantenendo la marcatura come priorità assoluta. Ha poi elogiato il lavoro difensivo di tutta la squadra e l’allenatore, Cristian Chivu, definito un grande intenditore della materia. Ha citato con entusiasmo una sua vecchia entrata su Messi vista in un documentario.
L’ambiente nerazzurro ha conquistato il giocatore fin dal primo giorno. Ha descritto l’Inter come un club speciale, dove si è sentito immediatamente accolto e “al sicuro”, non solo dalla squadra ma anche dai tifosi e da tutto lo staff. Una sensazione che, unita alle vittorie, lo ha portato a considerare il club come una vera e propria casa, nonostante ci siano sempre margini di miglioramento.
Pur sentendo la mancanza di Sommer, ha stretto nuovi legami importanti. I suoi figli frequentano la stessa scuola di quelli di Mkhitaryan e ha costruito un ottimo rapporto con Calhanoglu e Bisseck. Nel frattempo, i suoi progressi con la lingua italiana continuano: ha raccontato di riuscire a capire quasi tutto e di studiare leggendo i sottotitoli al cinema, come accaduto durante la visione di un film sull’Odissea.
Un passaggio è stato dedicato anche alla delusione del Mondiale, con la Svizzera eliminata dall’Argentina. Ha confessato di credere che la sua nazionale fosse superiore e che avrebbe potuto vincere, ipotizzando un esito diverso senza l’espulsione di Embolo. Riguardo un’altra delusione, il rigore sbagliato contro la Colombia, ha spiegato che la frustrazione è derivata più dai dubbi avuti prima del tiro che dall’errore in sé. Per questo motivo, ha deciso che d’ora in poi lascerà calciare i rigori ai suoi compagni.
Infine, ha rivelato il significato del suo tatuaggio “Prove them wrong” (“Dimostra che si sbagliano”), fatto dopo un grave infortunio al ginocchio per zittire lo scetticismo che lo circondava. Sebbene oggi senta di non dover più dimostrare nulla a nessuno se non a se stesso, quella frase continua a rappresentarlo. Ha concluso riflettendo su come la paternità abbia cambiato le sue prospettive, allontanandolo dall’interesse per il lusso e i beni materiali.










