Inter, l’arbitro Sozza risponde: ‘Pronto per il derby’

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Cronache Mercato
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L’arbitro Simone Sozza, della sezione di Seregno, ha concesso una lunga intervista a un quotidiano nazionale. Il suo nome era emerso nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano, poi archiviata, in cui alcune intercettazioni lo indicavano come una figura “sgradita” a una delle squadre milanesi.

Interrogato sulla questione, il direttore di gara ha risposto con serenità, affermando di non aver mai percepito tale ostilità e che, in ogni caso, non gli interesserebbe. Ha sintetizzato la sua filosofia con il detto “male non fare, paura non avere”, sottolineando che la correttezza del proprio operato lo lascia tranquillo. Pur ammettendo che la situazione generale del movimento arbitrale non sia piacevole, ha ribadito che la sua concentrazione e professionalità sono rivolte esclusivamente al campo, senza farsi influenzare da dinamiche esterne.

Il fischietto lombardo si è poi proiettato verso la nuova stagione, che ha descritto come innovativa sul piano tecnico e regolamentare. “Siamo preparatissimi, abbiamo studiato tanto”, ha dichiarato, spiegando che le novità sono state introdotte per il bene del calcio e saranno apprezzate. La modifica più rilevante, a suo parere, riguarderà il protocollo sui calciatori infortunati, pensato per eliminare le perdite di tempo e le esagerazioni, aumentando così il tempo effettivo di gioco e mantenendo alto il ritmo della partita.

Ha previsto un breve periodo di assestamento iniziale per alcune meccaniche, come le riprese del gioco e le rimesse laterali, che diventeranno poi naturali. Riguardo alla possibilità di arbitrare un match di cartello come la sfida tra Inter e Juventus, ha confermato la sua totale disponibilità: “Se mi chiamano sono pronto”, ha detto, negando di avere una “partita del cuore” poiché le considera tutte importanti allo stesso modo.

Infine, ha offerto la sua visione sul VAR, definendolo uno strumento fondamentale al servizio del gioco del calcio. Ha respinto l’idea che la tecnologia possa sminuire l’autorevolezza dell’arbitro, vedendola piuttosto come un supporto collaborativo fornito da colleghi. L’obiettivo ultimo, ha spiegato, è garantire la correttezza della singola partita e dell’intero campionato.

Ha concluso ammettendo che l’errore umano farà sempre parte del gioco, poiché il calcio “è fatto di grigio” e non è uno sport perfetto. Proprio per questo, il VAR è diventato ormai uno strumento indispensabile per avvicinarsi il più possibile alla perfezione e correggere gli sbagli, pur nella consapevolezza che l’infallibilità non esiste.

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