NAPOLI – Un bar a pochi passi dal carcere di Poggioreale, ‘L’Angolo della Libertà’ con un’insegna che, quasi per ironia del destino, sembrava strizzare l’occhio a chi la strada è costretto a guardarla da dietro le sbarre. Un gioco di parole probabilmente involontario, ma che ben si prestava a descrivere un’attività diventata, nel tempo, un vero e proprio punto di riferimento per i familiari dei detenuti. Nel locale, infatti, non si offrivano soltanto caffè e bevande. Tra i servizi pubblicizzati sui social figuravano la spedizione e la pesatura dei pacchi destinati ai detenuti, il deposito di zaini e borse utilizzati dai parenti prima dei colloqui e, soprattutto, la custodia dei telefoni cellulari. Un servizio apparentemente semplice, ma particolarmente redditizio. Durante i colloqui in carcere, infatti, non è consentito introdurre telefonini e smartphone. Il bar si sarebbe quindi organizzato per custodire i dispositivi dei visitatori a fronte del pagamento di pochi euro. Tariffe popolari, ma un volume di clienti significativo, soprattutto nelle giornate di maggiore afflusso. Il picco arrivava il mercoledì, giorno dedicato ai colloqui e caratterizzato da una presenza consistente di familiari davanti alla struttura penitenziaria. Un flusso continuo che garantiva al deposito dei cellulari una fonte di incassi costante. Accanto alla rete di servizi per i visitatori del carcere, nel locale venivano inoltre somministrati alimenti e bevande. Anche questa attività, secondo quanto accertato dai Carabinieri della Compagnia di Poggioreale, sarebbe stata esercitata in assenza delle necessarie autorizzazioni. Gli accertamenti hanno infatti evidenziato una situazione ancora più ampia: i locali risultavano formalmente adibiti a uso abitativo e non disponevano dei titoli necessari per ospitare un’attività commerciale. Un’irregolarità che ha portato alla chiusura del bar. Al termine dei controlli, ai responsabili sono state contestate sanzioni per un importo complessivo superiore ai 7mila euro. Si chiude così l’attività di quello che, a pochi metri dal carcere di Poggioreale, era diventato un piccolo centro servizi per chi arrivava in zona per fare visita ai propri familiari detenuti. Un’attività costruita attorno alle esigenze dei visitatori, ma che, secondo gli accertamenti dei militari, operava senza le autorizzazioni previste dalla legge.
NAPOLI (aa) – E’ stato bloccato dai carabinieri subito dopo aver ceduto una dose di cocaina a un cliente. E’ accaduto in via Stadera, dove i militari del Nucleo operativo di Poggioreale hanno arrestato Gianluca Comune, 48 anni, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata nel corso di un’attività di controllo del territorio. I carabinieri avrebbero notato il 48enne mentre effettuava una cessione di droga. Subito dopo lo scambio, Comune è stato fermato e sottoposto a controllo. Secondo quanto ricostruito dai militari, la dose di cocaina sarebbe stata ceduta in cambio di 20 euro. La perquisizione ha permesso di trovare addosso all’uomo altre due dosi della stessa sostanza. I carabinieri hanno inoltre recuperato 365 euro in contanti, somma che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe riconducibile all’attività di spaccio. Per Comune sono quindi scattate le manette. Il 48enne è stato arrestato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa di giudizio. L’intervento rientra nelle attività di controllo e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti condotte dai carabinieri nel territorio di Poggioreale e nelle aree maggiormente interessate dal fenomeno. L’attenzione degli investigatori si concentra in particolare sulle attività di vendita al dettaglio, attraverso controlli mirati e servizi finalizzati a individuare i luoghi e le modalità utilizzate per la cessione delle sostanze. Nel caso di via Stadera, l’intervento dei militari è arrivato immediatamente dopo la presunta cessione, consentendo di fermare l’uomo e di recuperare sia le ulteriori dosi di cocaina sia il denaro trovato durante la perquisizione. Come previsto dalla legge, la posizione dell’arrestato sarà ora sottoposta alle valutazioni dell’autorità giudiziaria e la sua eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata con sentenza definitiva.







