SAN NICOLA LA STRADA – Promesse di lavori, rapporti con gli amministratori e cantieri avviati prima degli atti formali. È uno degli spaccati emersi dall’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sugli appalti a San Nicola la Strada e Caserta, sfociata nel processo a 22 imputati, ora alle battute iniziali. Al centro di questa porzione investigativa, condotta dai carabinieri di Caserta, c’è Giuseppe Fazzone, che secondo l’accusa avrebbe inciso sulla gestione del verde attraverso diverse società. In relazione a questo filone sono ora imputati anche Giuseppe Cerullo, già titolare della Centro Servizi; Marianna Sepe, moglie di Fazzone e responsabile tecnico della Co.Res.; Raffaele Antonucci, indicato come socio in affari; l’ex responsabile dell’area tecnica Giulio Biondi, fratello di Francesco, dirigente al Comune di Caserta; l’ex assessore Gaetano Mastroianni e Francesco Zoleo, collaboratore dell’area tecnica comunale. La Procura contesta, a vario titolo, l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata a turbare le gare per il verde pubblico a Caserta e San Nicola. Fazzone e Francesco Cerreto sono indicati come presunti organizzatori del sistema. Sul versante di San Nicola, secondo l’accusa, Mastroianni, Biondi e Zoleo avrebbero contribuito a predisporre le procedure, invitando le imprese segnalate e favorendo l’aggiudicatario prescelto. Una ricostruzione che dovrà essere dimostrata in dibattimento.
Nelle intercettazioni del giugno 2020 Fazzone parla con Mastroianni degli interventi chiesti dal Comune. “Possiamo fare pure tutto il paese, però ci dobbiamo parlare con il sindaco”, afferma. Poi precisa: “Tutto quello che facciamo lo facciamo per voi ma non per lui”. Per gli investigatori l’assessore avrebbe agito da tramite con l’allora sindaco Vito Marotta. Il nome del primo cittadino comparve inizialmente nella ricostruzione dei carabinieri, ma Marotta non è imputato e nell’attuale processo non gli viene contestato alcun reato. Dopo un incontro con Marotta, Fazzone racconta alla moglie di una risposta “positiva, ottima”: “Questi si sono messi a squadra”. Il 3 luglio dice a Cerullo di avere discusso una nuova gara o una proroga: “Posso far fare questa cosa a San Nicola?”. Nel cellulare di Fazzone furono trovate due fotografie risalenti alle elezioni del settembre 2020. La prima ritraeva una scheda con la preferenza per il Pd e i nomi “Mastroianni Raucci”; nella seconda comparivano il nome di Mastroianni e la preferenza per Marotta. Secondo la consulenza, la prima immagine era stata generata dal telefono di Fazzone, mentre per la seconda non fu possibile stabilire la provenienza. I carabinieri le considerarono un possibile riscontro del sostegno elettorale. La contestazione formulata dalla Procura è di corruzione: Fazzone e Sepe avrebbero promesso a Mastroianni sostegno elettorale in cambio della proroga alla Centro Servizi, ritenuta illegittima, e del successivo appalto alla Co.Res. Anche questa ipotesi resta da provare.
Ai contatti politici si affiancano gli atti amministrativi. L’appalto del 2020 per la manutenzione del verde, del valore di 64.829,70 euro, era stato assegnato alla Centro Servizi. Secondo l’informativa mancarono controlli documentati sull’esecuzione e alcuni lavori iniziarono senza un contratto regolarmente sottoscritto. Per la Procura, inoltre, la società sarebbe stata aggiudicataria soltanto formale, mentre il beneficiario reale sarebbe stato Fazzone, anche attraverso un contratto di avvalimento con la Viscusi Technogreen ritenuto fittizio dall’accusa. Nel gennaio 2021 Centro Servizi presentò un preventivo da 15mila euro oltre Iva. L’area tecnica propose di applicare il ribasso della precedente gara, ma il 15 febbraio i militari trovarono operai impegnati lungo viale Carlo III senza che fosse stata adottata una determina di affidamento. Stefano Chirico, ascoltato come persona informata sui fatti e non indagato né imputato, dichiarò che Fazzone gli aveva prospettato sin dal settembre 2020 un’assunzione in vista di futuri appalti comunali. Dopo il controllo gli sarebbe stato ordinato di fermarsi perché mancavano i documenti necessari. La gara da 46.116 euro per la potatura degli alberi fu poi aggiudicata alla Co.Res. Il 2 aprile, nel cantiere di Largo Rotonda, i carabinieri trovarono gli stessi operai già identificati a febbraio e l’assessore Mastroianni. Salvatore Del Prete, rappresentante della ditta ma non imputato, gli avrebbe detto: “Assessò, diteglielo anche voi che abbiamo vinto l’appalto”. Tra le persone a processo figura invece Carmine Del Prete, che secondo la contestazione avrebbe amministrato soltanto formalmente la Co.Res. Per la Procura, i contatti politici, l’avvio anticipato dei lavori e i passaggi tra società delineerebbero una continuità nella gestione degli affidamenti. Il processo riprenderà a ottobre con l’escussione di un maresciallo del Nucleo investigativo dei carabinieri di Caserta, chiamato a ricostruire la genesi dell’indagine. Il dibattimento dovrà verificare la fondatezza dell’impianto accusatorio e le eventuali responsabilità individuali. Tutti gli imputati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.







