Inchiesta sul clan Gagliardi, gli ordini dal carcere e il pestaggio in videochiamata

Per la Dda, 'Mangianastri' avrebbe diretto il clan Gagliardi anche da detenuto. Disposto il giudizio immediato: contestati, a vario titolo, droga, estorsioni e armi.

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Alcuni degli indagati coinvolti nell'inchiesta della Dda sul clan Gagliardi
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MONDRAGONE – Il capo in carcere, il suo uomo di fiducia sul territorio, gli operativi a gestire gli affari. Sarebbe stata questa la catena di comando del clan Gagliardi, nato dalle ceneri del gruppo La Torre: al vertice Angelo Gagliardi, detto Mangianastri, che avrebbe continuato a impartire direttive anche da detenuto; fuori Antonio Bova, affiancato da Guido Migliore, Alessandro Martino e Luciano Santoro. È la ricostruzione della Dda di Napoli, sulla base delle indagini dei carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone. Ora i quattro, insieme ad altri 19 imputati, sono chiamati a processo: il gip Maria Laura Ciollaro ha disposto il giudizio immediato.

L’associazione mafiosa armata è contestata a Gagliardi, Bova, Migliore, Santoro e Martino. Secondo l’accusa, il sodalizio avrebbe imposto il proprio controllo sulle attività illecite attraverso intimidazioni e violenza. Le contestazioni ricostruiscono l’operatività del gruppo dal settembre 2023 almeno al maggio 2024.

Al centro dell’inchiesta anche una presunta associazione per lo spaccio di cocaina, crack e hashish, autorizzato e controllato da ‘Mangianastri’. Bova avrebbe gestito approvvigionamenti, pusher e incassi. Contestati agli imputati, a vario titolo, anche estorsioni e tentate estorsioni, detenzione illegale di armi, minacce e aggressioni. Tra gli episodi, un pestaggio che Bova avrebbe seguito in videochiamata e il tentato incendio di un’auto in uso a due donne sospettate dal gruppo di aver informato i carabinieri.

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A processo con Gagliardi, 72 anni, Bova, 26 anni, Migliore, 34 anni, Martino e Santoro, 30 anni, ci sono Romualdo Martella, 24 anni; Emanuele Iacobucci, 28 anni; Alessandro De Pasquale, 25 anni; Andrea Santoro, 35 anni; Fabiola Martella, 26 anni; Raffaele Santoro, 54 anni; Virgilio Vellucci, 26 anni; Luigi Marcello, 27 anni; Giovanni Bova, 20 anni; Raffaele Di Rienzo, 55 anni; Vera Assunta Gammella, 27 anni; Patrizia Brando, 23 anni; Petronilla Rota, 47 anni. Completano l’elenco Luigi Raia, 36enne di Sant’Anastasia; Daniele Testa, 30enne di Sarno;; Mohamed Mahmoud, 27 anni; Salvatore Lazzaro, 33 anni, e Nicola La Rocca, 36 anni. Se non sceglieranno riti alternativi, gli imputati affronteranno il dibattimento davanti alla terza sezione, collegio B, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove le accuse saranno sottoposte al vaglio dei giudici.

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Gli imputati sono da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile. Nel collegio difensivo gli avvocati Antonio Miraglia, Angelo Raucci, Domenico Dello Iacono, Gianluca Di Matteo, Gaetano Laiso, Gennaro Toscano, Giovanni Lavagna, Salvatore De Blasio, Massimo Vetrano, Alessandro Pelliccia, Rodolfo Viserta, Alessandro Laudisio, Raffaele Vitolo, Antonio Trabucco, Mariano Giuliano, Luigi Iannettone.

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