Il mercato in entrata del Milan si chiuderà con l’arrivo di un trequartista. Nonostante le attese di parte della tifoseria, la dirigenza non interverrà per acquistare un nuovo difensore centrale, ritenendo il reparto già adeguatamente coperto dal punto di vista numerico.
Le intenzioni della società sono state chiare: le energie economiche e strategiche saranno concentrate sull’acquisto di un fantasista per completare il reparto offensivo a disposizione del tecnico Rúben Amorim. Il pacchetto arretrato, invece, non vedrà nuovi innesti e potrebbe anzi subire una riduzione dell’organico con alcune cessioni mirate.
L’organico attuale per la linea a tre disegnata dall’allenatore portoghese include già diverse opzioni. Con giocatori come Tomori, Gabbia e Pavlovic, oltre a giovani promettenti, la squadra dispone di un numero di elementi considerato sufficiente per affrontare la stagione. Sebbene manchino forse interpreti con spiccate doti di impostazione dal basso, la priorità del club è stata indirizzata altrove.
In questo scenario, assume un ruolo centrale la figura di Davide Bartesaghi. Il giovane calciatore, cresciuto come esterno di fascia, è stato valutato da Amorim come una risorsa versatile, capace di agire efficacemente anche nella posizione di centrale di sinistra. Questa intuizione tattica rappresenta una svolta per il giocatore e per le strategie del club.
La visione di gioco di Amorim richiede infatti agli esterni di spinta una notevole esplosività, capacità di inserimento e partecipazione costante alla manovra offensiva. Bartesaghi, pur essendo un giocatore attento e disciplinato, possiede caratteristiche diverse, più orientate alla fase difensiva e a una gestione più compassata del possesso palla.
Per le corsie laterali, il tecnico ha mostrato di preferire profili più offensivi e veloci, come dimostrano le scelte fatte durante la preparazione estiva. Di conseguenza, Bartesaghi è stato visto come una soluzione ideale per rinforzare il pacchetto dei centrali, dove potrà competere per un posto da titolare sul centrosinistra.
Questa mossa lo trasforma in un prezioso jolly, un “acquisto” interno che permette al Milan di risolvere un’esigenza tattica senza investire sul mercato. La sua passata esperienza in quel ruolo, maturata nelle giovanili, potrà inoltre facilitarne il rapido adattamento alle nuove direttive dell’allenatore.








